Caso Ferragni, assolta dall’accusa di truffa aggravata: cade il “Pandoro gate”

La sentenza è stata pronunciata oggi, 14 gennaio, dal giudice Ilio Mannucci Pacini, che ha dichiarato il non luogo a procedere

MILANO – Chiara Ferragni è stata assolta nel processo con rito abbreviato che la vedeva imputata a Milano per truffa aggravata in relazione alle operazioni commerciali legate al Pandoro Balocco Pink Christmas (Natale 2022) e alle Uova di Pasqua Chiara Ferragnisosteniamo i Bambini delle Fate (Pasqua 2021 e 2022).

La sentenza è stata pronunciata oggi, 14 gennaio, dal giudice Ilio Mannucci Pacini, che ha dichiarato il non luogo a procedere per accettazione della remissione delle querele.

La Procura, con i pm Eugenio Fusco e Cristian Barilli, aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi di reclusione.

Alla base della decisione c’è il venir meno dell’aggravante contestata: senza di essa, il reato di truffa diventa perseguibile solo a querela di parte. Querela che, nel corso del procedimento, è stata ritirata dal Codacons, facendo così decadere l’accusa.

Il procedimento giudiziario nasceva dalle indagini della Guardia di Finanza e dalle contestazioni sull’impostazione delle campagne promozionali, ritenute dall’accusa potenzialmente fuorvianti per i consumatori in merito alla destinazione benefica delle iniziative. La difesa dell’influencer ha sempre sostenuto l’assenza di dolo e la natura meramente comunicativa degli errori contestati.

Ferragni si era presentata in tribunale dichiarandosi “tranquilla e fiduciosa” in attesa della decisione. Con l’assoluzione si chiude, sul piano penale, uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi anni, noto come Pandoro gate, che aveva avuto forti ripercussioni sull’immagine pubblica dell’imprenditrice digitale e sul dibattito nazionale legato alla trasparenza nelle iniziative commerciali a sfondo solidale.