Dopo un anno di indagini serrate, è stato aperto un fascicolo dalla Procura verso ignoti
ROMA – A distanza di quasi un anno emergono nuovi e inquietanti elementi sulla morte dell’uomo trovato carbonizzato in strada a Trigoria, davanti all’ingresso del Campus Biomedico. Quella che inizialmente era apparsa come una tragedia legata a un gesto estremo viene ora riletta dagli inquirenti sotto una luce diversa: la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti.
I fatti risalgono al 23 febbraio 2024, quando i soccorsi intervennero in via Alvaro del Portillo trovando l’uomo già privo di vita. Si trattava di un anziano senza documenti, con indosso solo un cappello e con un bastone accanto. Sul posto fu rinvenuto anche un accendino, particolare che aveva portato, nelle prime ore, a ipotizzare l’autoimmolazione. L’esame esterno del corpo non aveva evidenziato segni evidenti di violenza, ma il medico legale aveva comunque ritenuto necessari ulteriori accertamenti.
Con il passare dei mesi, però, il quadro investigativo è cambiato. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo non si sarebbe dato fuoco da solo. Testimonianze raccolte successivamente parlano di movimenti sospetti poco prima dell’incendio e della possibile presenza di un’altra persona nelle immediate vicinanze. Un elemento che ha spinto gli inquirenti a valutare l’ipotesi di un coinvolgimento esterno, ora al centro delle verifiche investigative.
Resta invece poco convincente la pista della rapina degenerata, anche perché non risultano sottratti oggetti di valore. Le indagini si scontrano inoltre con difficoltà oggettive: la zona è scarsamente coperta da sistemi di videosorveglianza e, a oggi, nessuna denuncia di scomparsa sembra riconducibile alla vittima, che resta ancora senza nome.
Un caso complesso, con molti interrogativi ancora aperti, su cui gli investigatori continuano a lavorare nel tentativo di ricostruire quanto accaduto quella mattina e dare finalmente un’identità e una verità a una morte rimasta troppo a lungo avvolta nel mistero.

