Montefiascone piange Domenico Costantini: una vita spesa per la difesa degli animali

Non ce la fatta l’attivista che fino all’ultimo ha dedicato il suo pensiero agli amici e agli animali

MONTEFIASCONE – Montefiascone dice addio a Domenico Costantini, scomparso nella giornata di ieri dopo una lunga malattia. Una notizia che ha colpito profondamente la comunità locale e il mondo animalista, che in lui ha perso una figura di riferimento, una voce instancabile, una presenza sempre pronta a esporsi per chi non aveva voce.

Domenico era una persona estremamente conosciuta e amata. La sua vita è stata segnata da un impegno costante e spesso difficile nella tutela degli animali, una battaglia portata avanti con determinazione, passione e sacrificio personale. Non si è mai tirato indietro, anche quando questo significava esporsi alle critiche, all’incomprensione o allo scontro.

Negli ultimi mesi aveva affrontato una prova durissima sul piano della salute. In un messaggio, diventato oggi una sorta di testimonianza finale, aveva raccontato senza filtri l’incubo vissuto tra sale operatorie, terapia intensiva e complicazioni gravissime: oltre dodici ore di intervento a cuore aperto, un infarto durante l’operazione, la rottura dell’aorta, infezioni e polmonite. Un percorso che lui stesso definiva un ritorno alla vita “passando di tutto”, reso possibile – come scriveva – da medici che non avevano mai smesso di lottare per salvarlo.

In quelle parole, però, non c’era solo il racconto della sofferenza. C’era anche la gratitudine verso le centinaia di messaggi ricevuti da Montefiascone e da tutta Italia, in particolare dal mondo animalista, che non lo aveva mai lasciato solo. Un affetto che oggi esplode sui social, dove amici e sostenitori lo ricordano come un “guerriero”, un uomo capace di amare in modo totale.

“Mi piace pensare che ora tu sia circondato da tutti gli animali che hai salvato e che hai amato”, scrive un’amica. “Sarai vento, sarai luce”, aggiunge un altro messaggio. Parole semplici, ma potentissime, che restituiscono il senso di ciò che Domenico ha rappresentato: non solo un attivista, ma una presenza umana profonda, capace di lasciare un segno autentico.

C’è chi lo immagina ora “in un’altra dimensione”, ancora impegnato a proteggere le anime innocenti. Chi lo saluta con un “buon ponte”, certo che il suo impegno non si sia fermato con la morte. Tutti accomunati dallo stesso dolore e dalla stessa difficoltà ad accettare un’assenza che pesa.

Montefiascone perde un uomo divisivo forse, ma mai indifferente. Uno di quelli che scelgono di stare dalla parte più scomoda, perché la ritengono quella giusta. Il suo nome resterà legato a battaglie difficili e a una coerenza rara, portata avanti fino alla fine.

Ciao Domenico. Il vuoto che lasci è grande, ma altrettanto grande è l’eredità che consegni a chi continuerà a lottare anche nel tuo nome.