Femminicidio di Federica Torzullo, scena muta di Claudio Carlomagno all’interrogatorio in carcere

Il procuratore Alberto Liguori: “Omicidio particolarmente violento, il corpo non era facile da riconoscere”

CIVITAVECCHIA – Proseguono le indagini sul drammatico femminicidio di Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia trovata senza vita domenica mattina in un terreno vicino alla ditta di famiglia.

Il marito, Claudio Agostino Carlomagno, arrestato e in carcere a Civitavecchia con l’accusa di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al procuratore e al pubblico ministero durante l’interrogatorio di garanzia.

Questa mattina i Carabinieri sono tornati nella villetta di famiglia ad Anguillara per effettuare accertamenti irripetibili sulla scatola nera dell’auto di Carlomagno e sui cellulari. Le verifiche, avviate ma poi sospese, verranno completate nei prossimi giorni.

Gli investigatori cercano di ricostruire le ultime ore di vita della vittima e di individuare dinamica e arma del delitto, aspetti sui quali dovrebbe fare luce l’autopsia disposta dalla Procura di Civitavecchia.

Il ritrovamento del corpo, sotterrato in un canneto alle spalle dell’azienda, ha chiuso una decina di giorni di ricerche da parte dei Carabinieri.

“Se si è trattato di un omicidio particolarmente violento? Assolutamente sì – ha dichiarato Alberto Liguori, procuratore di Civitavecchia, dopo l’interrogatorio. Il corpo non era facile da riconoscere. È possibile che l’assassino abbia utilizzato un’arma bianca ma non solo. C’è stato l’utilizzo di altri strumenti. Aspettiamo di avere gli esiti dell’autopsia che è stata delegata stamani, con inizio lavori domani pomeriggio”.