Viterbo – Interconnessione idrica con Rieti, ok al progetto: cambia il futuro dell’acqua nella Tuscia

Almeno sulla carta, è prevista riduzione dei costi, addio all’arsenico e maggiore sicurezza per l’intera provincia

VITERBO – Il progetto di interconnessione tra i sistemi idrici della Media e Bassa Sabina e quelli della Tuscia segna un passaggio cruciale per il servizio idrico provinciale. La Provincia di Viterbo interviene per fare chiarezza su un’opera destinata ad avere effetti strutturali e di lungo periodo sulla qualità e sulla gestione dell’acqua.

L’intervento prevede la realizzazione di una nuova infrastruttura di collegamento al grande sistema acquedottistico Peschiera–Capore, con punto di derivazione individuato nel nodo di Salisano. Si tratta di un’opera pensata per rafforzare in modo stabile la rete di adduzione e distribuzione, garantendo maggiore continuità di approvvigionamento e superando criticità che da anni interessano ampie porzioni del territorio.

Il progetto coinvolge numerosi comuni della provincia di Viterbo e punta a risolvere in maniera definitiva le problematiche legate alla presenza di arsenico e fluoruri nelle fonti locali. Attraverso la sostituzione o la miscelazione delle acque attualmente utilizzate, sarà possibile ridurre progressivamente la dipendenza da impianti di potabilizzazione complessi, spesso costosi e difficili da gestire.

Le nuove portate idriche saranno rese disponibili in modo graduale. Una prima fase consentirà di immettere nel sistema circa 200 litri al secondo, mentre la configurazione finale sarà raggiunta solo dopo gli interventi di potenziamento previsti sull’acquedotto Peschiera–Capore. A regime, la capacità complessiva potrà arrivare fino a 1.000 litri al secondo, con una quota significativa destinata al territorio viterbese. L’opera è articolata in lotti funzionali, che comprendono sia le infrastrutture principali sia le opere necessarie all’interconnessione.

Tra i benefici più rilevanti figura la progressiva dismissione di molti impianti di potabilizzazione attualmente indispensabili per rendere utilizzabili acque contaminate. Strutture che, nel tempo, hanno comportato costi di gestione elevati, incidendo sulla sostenibilità economica del servizio e, di riflesso, sulle tariffe per gli utenti.

«Siamo di fronte a un investimento strategico per il futuro della provincia – sottolinea il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli –. L’obiettivo è costruire un sistema idrico più affidabile e duraturo, capace di affrontare alla radice problemi che si trascinano da anni. La sicurezza dell’acqua è una priorità e richiede scelte strutturali e lungimiranti».