Aprilia – Fabio Altissimi (RIDA): un imprenditore sotto attacco torna a vincere in tribunale mentre la politica locale crolla sotto i propri errori

APRILIA – In un’Italia dove fare impresa spesso significa scontrarsi con burocrazia, opposizioni pregiudiziali e ostacoli politici, il recente proscioglimento dell’imprenditore Fabio Altissimi (nella foto), presidente di Rida Ambiente, rappresenta non solo un successo personale ma un monito su come troppo spesso il potere pubblico finisca per ostacolare chi crea valore e occupazione.

Ieri, 19 gennaio, il Tribunale di Latina ha deciso il non luogo a procedere nel processo che vedeva Altissimi, insieme ad altri dirigenti, imputato per presunto abusivismo edilizio relativo a circa 1.500 metri quadrati di piazzale di stoccaggio rifiuti. Il giudice ha ritenuto “insufficiente la prospettazione accusatoria”, rilevando la mancanza di una “ragionevole previsione di condanna” e sancendo la piena legittimità delle attività svolte dall’azienda.

È una vittoria che conferma quanto spesso sia facile trasformare contestazioni amministrative in pressioni giudiziarie, rischiando di paralizzare iniziative imprenditoriali vitali per l’economia del territorio.

Questa vicenda assume però una valenza ancora più ampia se si considera il contesto politico di Aprilia. Due figure chiave dell’amministrazione comunale — Antonio Terra e Lanfranco Principi — che nei loro mandati hanno combattuto con decisione contro progetti come quello di Altissimi, oggi si trovano a pagare un prezzo altrettanto pesante. Entrambi infatti sono incandidabili per effetto dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, conseguenza diretta delle indagini dell’operazione Assedio che hanno travolto l’amministrazione da essi guidata.

In particolare, Lanfranco Principi è agli arresti domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta, mentre Antonio Terra ha visto confermata dall’autorità giudiziaria la sua incandidabilità alle prossime elezioni.

Due uomini che un tempo rappresentavano il vertice della politica locale oggi ne pagano le conseguenze, non per macchinazioni esterne, ma per le gravi ombre sollevate sulle loro amministrazioni. E mentre la cittadinanza e le imprese guardano con crescente disillusione ai propri rappresentanti, Altissimi può guardare al futuro con la certezza di essere stato riconosciuto estraneo alle contestazioni, ribadendo così non solo la legittimità dell’operato suo e della sua azienda, ma anche la necessità di politiche amministrative fondate su merito, trasparenza e competenza, non su lotte ideologiche o interessi di bottega.

Il caso di Altissimi è la conferma plastica di come l’imprenditoria italiana — specie in settori strategici come quello del trattamento dei rifiuti — meriti non ostacoli strumentali, ma supporto istituzionale e normativo. Al contrario, le vicende dei due ex primi cittadini di Aprilia ricordano che la gestione della cosa pubblica richiede responsabilità, rispetto della legge e un impegno reale nell’interesse dei cittadini, non contro chi cerca di investire e innovare.