Tarquinia – Bonita Beach Club, buco da 250mila euro: fornitori e soci ancora senza pagamenti

Dalla gestione affidata nel 2025 alla società facente capo ad Angelo Massone ai mancati pagamenti: il caso dello stabilimento comunale e il nodo della fideiussione

TARQUINIA – Siamo ancora a gennaio, ma è proprio in questo periodo, con l’arrivo del nuovo anno, che gli stabilimenti balneari iniziano a programmare le prime aperture della stagione estiva, che tradizionalmente coincidono con Pasqua e Pasquetta (quest’anno il 5 e 6 aprile) e con il ponte del Primo Maggio (nel 2026 la festività cadrà di venerdì).

Tra i temi caldi di Tarquinia Lido, manco a dirlo, c’è quello del Bonita Beach Club, affidato dal Comune a una nuova società facente capo ad Angelo Massone. Quest’ultimo, personaggio noto negli ambienti romani, ha portato avanti una gestione rivelatasi negativa anche nei confronti degli altri soci, lasciando sia loro sia numerosi fornitori letteralmente a bocca asciutta.

Tutto ha avuto inizio il primo giugno 2025 quando, tra sorrisi, fotografie e tagli del nastro, l’amministrazione comunale ha inaugurato ufficialmente lo stabilimento: una struttura riqualificata grazie a un investimento pubblico importante, un affidamento triennale e prospettive di sviluppo che sembravano solide.

Nel giro di poche settimane, però, la realtà si è mostrata ben diversa. Sono iniziati i mancati pagamenti che ancora oggi fanno discutere: fornitori di cibi e bevande, animazione, grafici, pubblicitari, dipendenti e gli stessi altri soci (che figuravano anche come lavoratori) attendono le loro spettanze a quasi un anno di distanza. Il buco creato dalla gestione Massone ammonta a circa 250mila euro, cifra che include anche la metà del canone di gestione che avrebbe dovuto essere versato integralmente al Comune.

Va detto che l’amministrazione comunale, attraverso il lavoro dell’assessore Andrea Andreani, ha preso atto della situazione e ha avviato contatti con il resto dei soci. L’obiettivo, a questo punto, sembra chiaro: escutere la fideiussione riconducibile a Massone per iniziare a pagare chi ne ha diritto e successivamente lasciare la gestione dello stabilimento ai soci “puliti”, che nel corso della prossima stagione dovrebbero provvedere a sistemare il resto.

Una soluzione che appare condivisa da tutti, dal momento che è stato individuato senza troppe ambiguità il vero responsabile del fallimento del progetto. Allo stato attuale, quella delineata sembra l’unica strada percorribile per garantire un futuro al Bonita Beach Club.

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