Termini in scadenza entro marzo, ma Romoli spiega che ci sarà tempo fino a giugno per votare
VITERBO – Dopo la riconferma di Alessandro Romoli alla guida della Provincia, ora l’attenzione si sposta sul rinnovo del Consiglio provinciale. Un passaggio tutt’altro che formale, destinato a rappresentare la prima verifica politica reale per una presidenza che solo di recente è stata rinnovata in modo unanime.
Il Consiglio provinciale scadrà ufficialmente il 20 marzo, ma la legge consente una finestra di 90 giorni per lo svolgimento delle elezioni. Tradotto: si potrà votare fino a giugno. A essere chiamati alle urne saranno, come previsto dalla riforma dell’ente, esclusivamente sindaci e consiglieri comunali del territorio, in un sistema di voto di secondo livello che esclude i cittadini.
Romoli, confermato presidente per i prossimi quattro anni e unico candidato in campo, ha incassato un consenso trasversale che ha incluso anche Fratelli d’Italia, forza che in Provincia risulta formalmente all’opposizione. Proprio per questo, il rinnovo dell’assemblea rappresenterà una prova di tenuta politica più concreta rispetto alla riconferma del presidente.
“La scadenza è fissata al 20 marzo – ha ricordato Romoli in consiglio provinciale – ma la norma ci consente di arrivare fino a novanta giorni dopo”. La scelta della data, ha assicurato, non sarà un atto unilaterale: “In conferenza dei capigruppo raccoglierò le indicazioni delle forze politiche”.
Il quadro politico di via Saffi potrebbe dunque restare sostanzialmente invariato, anche se non si escludono cambiamenti nei nomi e negli equilibri interni. Nel frattempo, la macchina organizzativa è pronta a rimettersi in moto: liste, schede e adempimenti formali per un appuntamento elettorale che, seppur di secondo livello, peserà come un vero test politico per la maggioranza provinciale.

