Montalto di Castro – Socciarelli tira dritto: “Minacce e veleni non ci fermano. Porto, cantieri e futuro: nel 2027 io ci sono”

La Sindaca replica duramente alle polemiche e fa il punto sulle indagini legate alle intimidazioni subite. Poi l’annuncio sui cantieri, il progetto del porto turistico e la conferma della ricandidatura

MONTALTO DI CASTRO – Dalle carte bollate ai cantieri, passando per le minacce personali e la visione futura del territorio. Emanuela Socciarelli, sindaca di Montalto di Castro, non si sottrae al confronto e risponde a tutto campo in questa intervista che tocca i nervi scoperti della politica locale e rilancia l’azione amministrativa.

Al centro del dibattito c’è la gestione della controversia con la società Albano, su cui l’opposizione ha sollevato un polverone mediatico a cui la Prima Cittadina replica oggi con dati tecnici e riferimenti normativi alla mano.

Ma il colloquio va ben oltre la cronaca politica immediata: Socciarelli racconta la fatica di “riavviare una macchina ferma”, fa il punto sui grandi progetti infrastrutturali – dalla Marina al sogno del Porto turistico – e non nasconde le difficoltà legate a un clima d’odio che, in passato, ha travalicato il limite del confronto civile. Fino all’annuncio finale, netto e senza tatticismi, in vista delle elezioni del 2027.

Sindaca Socciarelli, il clima politico a Montalto sembra essersi surriscaldato. L’opposizione attacca duramente sulla “transazione Albano”, accusandovi di favorire le multinazionali. Come stanno davvero le cose?

“Guardi, quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio show politico basato sul nulla. La verità è agli atti: la multa elevata dalla precedente amministrazione partiva da un presupposto sbagliato. Il Comune aveva sanzionato l’azienda basandosi sulle prescrizioni regionali, ignorando che la società aveva invece chiesto ed ottenuto dalla Provincia di Viterbo, ente preposto alla vigilanza, delle modifiche alle mitigazioni ambientali. Il nostro legale è stato chiaro: al TAR avremmo perso, restando con un pugno di mosche. Invece abbiamo agito con pragmatismo: abbiamo ripetuto la vigilanza, acquisito una perizia agronomi e di consegeunza ricalcolato la sanzione a 189.000 euro e definite la lite, come prevede la legge 689/81, con una transazione che ha portato nelle casse 65.000 euro. Soldi veri, iscritti a bilancio, contro lo zero che avremmo ottenuto perdendo il ricorso. Altro che favori: dal 2022 non ho fatto passare un solo nuovo impianto e siamo al TAR contro il MASE al fianco della Regione. I fatti dicono questo, le chiacchiere stanno a zero.”

Eppure i toni restano altissimi. Lei ha fatto riferimento a una difficoltà, da parte di alcuni avversari, di scindere la critica politica dall’attacco alla persona. Si riferisce anche alle polemiche sulle tasse?

“Assolutamente sì. Quando non si riesce a scindere il personale dalla politica, il livello scade e il clima diventa tossico. Stanno facendo passare il messaggio pericoloso che pagare le tasse significhi ‘vessare’ o voler strozzare i cittadini. È una narrazione irresponsabile. Dire che i tributi – che sono il sostentamento dei servizi per la comunità – sono una vessazione, serve solo a fomentare rabbia sociale contro di noi. Vorrei vedere chi critica governare senza entrate tributarie, specialmente dopo tutti i tagli che i Comuni hanno subito. È facile fare i leoni dall’opposizione, ma per amministrare serve serietà, non populismo che sfocia nell’attacco personale.”

Purtroppo questo clima d’odio non si è limitato alle parole. In passato lei e la sua famiglia avete ricevuto minacce molto forti, arrivando addirittura al recapito di una testa di piccione in una busta. Come procedono le indagini? È stato identificato un colpevole?

“È ancora tutto in Procura e le indagini stanno proseguendo. Siamo fermi a quando è successo l’episodio. Al momento non ho informazioni aggiornate su possibili sviluppi o identificazioni, so soltanto che dovevano essere effettuate perizie di vario tipo sul materiale repertato. Attendiamo fiduciosi il lavoro degli inquirenti.”

Torniamo all’amministrazione. Lei ripete spesso di aver dovuto “ricostruire la macchina”. Cosa ha trovato al suo insediamento?

“Ho trovato un Comune fermo. Non c’erano uffici pronti a gestire la mole di pratiche per la transizione energetica, non c’era un’istruttoria per le opere compensative. Abbiamo dovuto creare tutto da zero. E non parlo solo di burocrazia, ma di mezzi fisici: la Polizia Locale e i dipendenti giravano su veicoli ormai vecchi. Abbiamo dovuto ricomprare le auto, gli scuolabus, i mezzi per i disabili. Oggi, con orgoglio, posso dire che la macchina è ripartita: non è ancora una Ferrari, è una berlina, affidabile e fa il suo dovere.”

Veniamo ai cantieri, che sono molti. Qual è la tabella di marcia per la Marina e il capoluogo?

“Sulla Marina, entro aprile chiuderemo Viale delle Vele: pista ciclabile, nuove alberature e illuminazione uniforme. Anche su Via Tevere siamo avanti, nonostante le difficoltà con le fognature. L’obiettivo grosso è il Lungomare: stiamo chiudendo la progettazione per andare in gara a settembre 2026. A Montalto paese partiranno a breve i marciapiedi di Via Tirrenia e Via Adriatica e la sistemazione di Via Aurelia Tarquinia. E finalmente, a febbraio, parte il rifacimento del tetto della piscina comunale. Stiamo correndo ovunque. Nei prossimi mesi interverremo su via Garibaldi con la realizzazione di un infoèpoint ed un ascensore che consentirà l’accesso al centro storico con abbattimento delle barriere architettoniche, innoveremo lo stadio comunale Martelli e interverremo con la rigenerazione dell’intero quartiere Enel”

Un’altra opera strategica di cui si parla da sempre è il porto turistico. Ci sono novità concrete o resta un miraggio?

“Nessun miraggio, stiamo lavorando anche lì. Abbiamo già preparato il DIP (Documento di Indirizzo alla Progettazione) ed il DOCFAP (Documento di Fattibilita’ delle alternative progettuali) che nelle prossime settimane condivideremo con le associazioni di categoria per giungere ad una versione definitive condivisa con il territorio. È un passaggio fondamentale perché, una volta terminato questo percorso, si passa dalla teoria alla pratica: saremo pronti per il bando di project financing. Siamo un bel pezzo avanti. C’è tutto un lavoro urbanistico molto complesso dietro le quinte, ma la strada è tracciata e l’obiettivo è concreto.”

C’è un progetto che le sta particolarmente a cuore, un “sogno nel cassetto” per il futuro di Montalto?

«Sono ancora tante le cose che vorrei realizzare. Una è trasformare Montalto in un polo culturale d’eccellenza, chiudendo idealmente il cerchio della civiltà etrusca. A luglio apriremo il Museo della Scultura, che ospiterà la testa di Kore ritrovata a Vulci. Stiamo costruendo un percorso integrato che colleghi il sito di Regisvilla, in località Murelle, con il Parco e il Castello di Vulci. La Regione Lazio crede in questo progetto e sta finanziando scavi di grande rilievo. L’obiettivo è creare un circuito capace di affiancare al turismo estivo un turismo legato alla cultura e alla storia. L’altro grande sogno, che oggi sta diventando realtà, è la nascita di un importante centro socio-sanitario nella struttura denominata Villa Ilvana: al primo e al secondo piano riaprirà la Casa di Riposo, mentre al piano terra sarà attivo un Centro di Radiologia. A breve usciranno I bandi di affidamento. Stiamo inoltre affrontando una criticità storica, quella del Centro Socio Riabilitativo di Maratonda che ospitava i ragazzi disabili. Confidiamo di aprire Villa Ilvana nel 2026 e il nuovo centro per i disabili nel 2027.»

Ha parlato di progetti a lungo termine e di un lavoro di risanamento durato anni. Questo implica che la vedremo ancora in campo?

«Sì, lo dico chiaramente: io ci sono. Mi ricandiderò nel 2027. Chi mi ama mi segua (ride, ndr). In questi cinque anni abbiamo lavorato per rimettere in ordine i conti, riorganizzare gli uffici e colmare le lacune del passato. Un secondo mandato è quasi d’obbligo per vedere i frutti di quanto è stato seminato, per completare le tante progettualità che abbiamo avviato e per progettare qualcosa di ancor più ambizioso, che sarà possibile grazie al lavoro di risanamento che abbiamo fatto in questi anni.
I cittadini mi fermano per strada e mi chiedono di non mollare: a loro rispondo che il lavoro è appena iniziato e lo completeremo insieme.»