ROMA – Davide Lionello, 52 anni, è morto domenica 25 gennaio nel primo pomeriggio alla fermata Subaugusta della metropolitana linea A di Roma, in direzione Battistini.
Secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine, l’uomo è stato travolto da un treno in arrivo dopo essere finito sui binari, dinamica su cui gli inquirenti propendono per l’ipotesi del gesto volontario. La circolazione della metro è stata temporaneamente sospesa tra Anagnina e Colli Albani per consentire rilievi e accertamenti.
Davide era nato il 19 settembre 1973 a Roma e apparteneva a una delle famiglie più note nel mondo del doppiaggio e dello spettacolo italiano: è figlio di Oreste Lionello, storico attore e doppiatore considerato una delle voci italiane di riferimento del doppiaggio (tra le sue interpretazioni più celebri quella di Woody Allen), e fratello di Cristiana, Alessia, Luca e Fabio Lionello.
Anche Davide aveva scelto la carriera artistica, specializzandosi principalmente come doppiatore: tra i suoi lavori più riconosciuti vi sono Chunk ne I Goonies e Charlie Custer in Holly e Benji, oltre a numerose altre voci in film, cartoni e serie. Negli anni aveva inoltre gestito parte dei diritti legati all’opera del padre e, recentemente, stava collaborando con la sorella Alessia alla realizzazione di un progetto di documentario per il centenario della nascita di Oreste Lionello, che cadrà nell’aprile del 2027.
Davide era separato e padre di una figlia di 14 anni.
Da molti anni Davide combatteva con una patologia psichiatrica, diagnosticata come disturbo bipolare sin dal 2004, che lo aveva portato ad alternare ricoveri e cure per cercare stabilità. Negli ultimi due anni era seguito presso la clinica Villa Mendicini, nel quartiere Alessandrino di Roma.
Secondo quanto riferito dalla sorella Alessia, Davide era uscito dalla clinica nella stessa giornata di domenica, e poco dopo si è recato alla fermata della metro dove è avvenuta la tragedia. La famiglia ha espresso profonda amarezza e rabbia per l’accaduto, definendo l’episodio una “tragedia evitabile” e chiedendo di fare chiarezza sulle modalità con cui Davide ha potuto lasciare la struttura e sulla sua terapia attuale.
“Non sappiamo con quale permesso sia potuto uscire dalla clinica, né cosa sia successo. Mio fratello era imbottito di medicinali, avevo chiesto che gli venisse cambiata la cura ma mi avevano risposto di non intromettermi” — ha dichiarato Alessia Lionello, aggiungendo che negli ultimi tempi Davide “aveva perso la voglia di vivere” e che la famiglia vuole accertare le responsabilità perché simili tragedie non si ripetano.
La morte di Davide ha suscitato un’ondata di cordoglio e riflessione nel mondo dello spettacolo italiano e tra il pubblico, richiamando l’attenzione sulla salute mentale, sulla gestione delle cure psichiatriche e sulle procedure per i pazienti in strutture residenziali.
La sua figura — pur meno sotto i riflettori rispetto a quella del padre — rappresentava una presenza significativa nel mondo del doppiaggio italiano, con una voce familiare e apprezzata da generazioni di spettatori. La tragica fine della sua vita riguarda non solo la famiglia, ma anche un tema sociale molto sentito: la prevenzione, l’accompagnamento delle persone con disturbi mentali e la responsabilità collettiva nella tutela di chi è in difficoltà.

