Secondo il Tar, l’iter autorizzativo è stato viziato da una istruttoria carente e condizionata dai tempi del contenzioso avviato dalla società contro l’inerzia dell’amministrazione
MONTALTO DI CASTRO – Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ribalta lo stop al progetto fotovoltaico Ergon20 previsto a Montalto di Castro, in località Vaccareccia. Con una sentenza depositata il 22 gennaio (n. 1293/2026), la terza sezione del Tar ha annullato tutti i pareri contrari che avevano bloccato l’iniziativa, bocciando sia le valutazioni espresse dai ministeri competenti sia il pronunciamento negativo della Regione Lazio.
I giudici hanno accolto in parte il ricorso presentato dalla società Ergon 20 s.r.l., cancellando il decreto con cui, nel marzo 2025, il ministero dell’Ambiente, di concerto con quello della Cultura, aveva espresso un giudizio di incompatibilità ambientale. Stessa sorte per il parere regionale, ritenuto fondato su presupposti normativi non più validi.
Secondo il Tar, l’iter autorizzativo è stato viziato da una istruttoria carente e condizionata dai tempi del contenzioso avviato dalla società contro l’inerzia dell’amministrazione. Ne è derivata, si legge nella sentenza, una valutazione affrettata, priva di un reale confronto con il proponente e senza la richiesta di integrazioni che avrebbero potuto chiarire o superare molte delle criticità contestate.
Il collegio sottolinea come numerosi aspetti tecnici – dalla fase di cantiere alla dismissione dell’impianto, dalla gestione delle terre da scavo agli effetti su suolo, risorse idriche, biodiversità, rumore e paesaggio – avrebbero richiesto approfondimenti puntuali. In alcuni passaggi, inoltre, le osservazioni formulate dagli enti risultano generiche o addirittura non pertinenti, con riferimenti a contesti territoriali estranei al progetto in esame.
Un passaggio rilevante riguarda la cosiddetta valutazione dell’effetto cumulo. Per il tribunale non è corretto considerare, ai fini dell’impatto ambientale, anche impianti che non siano ancora stati autorizzati: l’analisi deve limitarsi esclusivamente a progetti già esistenti o approvati.
Viene così annullato anche il parere negativo della Regione Lazio, basato su una delibera di giunta che nel frattempo lo stesso Tar aveva già dichiarato illegittima perché in contrasto con la normativa statale in materia di fonti rinnovabili. Respinta invece la richiesta della società di riconoscere il silenzio-assenso sul parere del ministero della Cultura: in ambito di valutazione di impatto ambientale, chiariscono i giudici, è sempre necessario un atto espresso.
Con la sentenza, il Tar ordina a ministeri e Regione di riavviare l’esame del progetto Ergon20 attraverso una nuova istruttoria, completa e rispettosa del contraddittorio, da concludere entro 150 giorni. Le spese di giudizio sono state poste a carico delle amministrazioni soccombenti.

