Viterbo – Controlli a minimarket e ortofrutta, 22 sanzioni in un anno: “Difficoltà nel comprendere le norme”

Stamattina la conferenza dedicata ai risultati. Ma proseguiranno anche nel 2026 i controlli ai piccoli negozi agroalimentari presenti nel centro storico

VITERBO – E’ un quadro essenzialmente di mancata comprensione e recidività quello illustrato stamattina alla conferenza dedicata ai risultati ottenuti dall’Ispettorato Centrale della Tutela e della Qualità della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari. Come evidenziato, infatti, a seguito di controlli a tappeto tra i mesi di maggio e luglio 2025, sono state 22 le sanzioni elevate a minimarket e ortofrutta presenti nel centro storico e nelle immediate vicinanze delle mura. Sei invece i sequestri. Ma non sono tanto questi numeri a svelare che qualcosa non funziona, piuttosto lo è mancata comprensione delle regole da parte degli 11 imprenditori sottoposti a verifica.

La conferenza, presieduta dalla sindaca Chiara Frontini, dal delegato ai rapporti con le attività produttive Marco Nunzi e dal delegato alla sicurezza Umberto Di Fusco, non è mancato l’intervento della polizia locale e del sopraccitato ispettorato ICQRF, stamattina rappresentato dal direttore Angelo Faberi e dal responsabile di zona Francesco Librandi.

Per la prima cittadina, quello svolto a metà dello scorso anno è stato “Un controllo focalizzato sulla sicurezza alimentare atto non a reprimere, ma a cercare di far rispettare le regole pensando al benessere di tutti”. Parole alle quali hanno fatto eco quelle del direttore Faberi, che ha voluto ribadire come “Questa iniziativa nasce da un percorso condiviso e non si fermerà ovviamente qui. Si è scelto di partire con controlli ai minimarket perché spesso rappresentano una vetrina della città. Sequestri e sanzioni non sono mancati, ma questi controlli non devono essere visti in chiave meramente sanzionatoria, ma preventiva. Se non si effettuano ci si può dimenticare delle norme vigenti, spesso complicate ma indispensabili da seguire”.

Anche il delegato Di Fusco ha voluto sottolineare il lavoro effettuato sia stato importante. “Bisogna educare alle regole e la polizia nasce per questo – ha dichiarato – Tutti devono capire che mettersi in regola vuol dire vivere meglio commercialmente”. Del suo medesimo avviso anche Nunzi. “I controlli non sono un ostacolo – ha sottolineato – ma una tutela per tutti coloro che osservano le regole. Si tratta di una certificazione della qualità”.

A entrare più nel merito degli interventi ci ha poi pensato la polizia locale stessa attraverso le dichiarazioni del comandante Mauro Vinciotti e del vice commissario Marina Propeti, responsabile del nucleo di Polizia Amministrativa. Come ribadito da entrambi, l’unico obiettivo è stato quello di tutelare la sicurezza del cittadino e di quei lavoratori che seguono le regole onestamente.

Nei minimarket, infatti, sono state effettuate verifiche soprattutto sui prodotti, troppo spesso trovati mancanti di informazioni sulla loro tracciabilità e privi del prezzo esposto. Dettagli imprescindibili e per i quali sono state elevate salate multe.

Nonostante questo, come già scritto, molti degli imprenditori sottoposti a sanzione sembrano non aver compreso la normativa e il perché della sanzione ricevuta. Ma come dichiarato da Librandi dell’ICQRF: Solo il tempo e altri controlli programmati ci permetteranno di comprendere se le sanzioni sono state recepite. Per questo nel 2026 aumenteremo le verifiche e l’area a sottoposta a controlli. Tuttavia, al termine del ciclo di controlli abbiamo già notato un’inversione positiva del trend. Per questo abbiamo interrotto, ma riprenderemo per continuare a monitorare. Quello che ci preme far capire è che Non vogliamo creare terrorismo ma migliorare la situazione del commercio locale”.