Civitavecchia – Incendio del 2018 al centro di demolizioni auto, Bertini assolto: il Tribunale dispone il dissequestro

La DDA aveva fatto sequestrare l’area perché ritenuta, in realtà, unna discarica di rifiuti speciali. Dopo 8 anni finisce l’incubo per una delle storiche imprese della zona industriale civitavecchiese

CIVITAVECCHIA – Era il 31 luglio 2018 quando una densa colonna di fumo nero si alzò dalla zona industriale di Civitavecchia, visibile da gran parte della città. A bruciare era il deposito di autodemolizioni di Corrado Bertini, in via Busnengo. Un incendio che destò forte preoccupazione tra i cittadini e che portò all’intervento massiccio dei vigili del fuoco, della protezione civile e delle forze dell’ordine.

Le fiamme furono circoscritte in poche ore, ma l’episodio segnò l’inizio di una lunga vicenda giudiziaria. Nei giorni successivi l’area venne posta sotto sequestro e la Procura della Repubblica di Civitavecchia aprì un’inchiesta ipotizzando la presenza di una discarica di rifiuti speciali mascherata da centro di autodemolizioni. Un’ipotesi pesante, che portò al rinvio a giudizio di Corrado Bertini e della società Ecologica Demolizioni Trasporti srl.

Parallelamente agli accertamenti giudiziari, intervenne anche Arpa Lazio, che chiarì come l’incendio, per durata e quantità di materiale coinvolto, non presentasse le caratteristiche tipiche degli eventi con effetti ambientali prolungati. L’Agenzia precisò che il rogo era stato contenuto in tempi relativamente brevi e che eventuali simulazioni sulla dispersione degli inquinanti avevano limiti evidenti di significatività, pur proseguendo con i monitoraggi tramite centraline mobili.

Nonostante ciò, l’inchiesta proseguì e, dopo quattro anni di indagini, nel 2022 si aprì il processo. Il dibattimento, iniziato il 28 gennaio 2022, si è svolto davanti a un collegio di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, in considerazione dei reati contestati.

Nel corso del processo è emerso in modo chiaro un quadro ben diverso da quello ipotizzato inizialmente. L’istruttoria ha dimostrato la totale correttezza dell’operato di Bertini e della società, evidenziando il rispetto delle normative ambientali e delle stringenti regole che disciplinano l’attività di autodemolizione.

Al termine del dibattimento, il Tribunale ha assolto Corrado Bertini e la Ecologica Demolizioni Trasporti srl con formula piena “perché il fatto non sussiste”, disponendo anche il dissequestro dell’area.

Soddisfatto l’avvocato Lorenzo Mereu, difensore dell’imputato, che ha ricordato come sin dalle indagini preliminari fosse stata sostenuta l’infondatezza delle accuse. «Finalmente – ha dichiarato – dopo una lunga e complessa istruttoria, il Tribunale ha potuto riconoscere la piena legittimità dell’operato di un imprenditore che da oltre trent’anni lavora nel settore dei rottami nel rispetto delle norme».

Una sentenza che chiude definitivamente una vicenda iniziata con un incendio e trasformatasi, per anni, in un procedimento giudiziario pesante sotto il profilo umano ed economico, restituendo oggi piena dignità e correttezza a un’attività imprenditoriale risultata estranea a qualsiasi illecito.