Viterbo – La Lega: “Il corteo del 7 febbraio ha paralizzato la città”

VITERBO – “Il corteo del 7 febbraio svoltosi a Viterbo ha di fatto paralizzato un’intera città per un’intera giornata, con conseguenze pesanti e concrete per chi ogni giorno lavora, paga le tasse e tiene viva l’economia del territorio”. Lo fa sapere la Lega.

“Pur ribadendo con fermezza che il diritto a manifestare è garantito dalla Costituzione e va sempre tutelato – prosegue la Lega -, non possiamo ignorare che, per modalità organizzative e impatto sul tessuto urbano, l’evento ha prodotto gravissimi disagi alla cittadinanza, con particolare danno per commercianti, esercenti e ristoratori, già provati da anni difficili tra crisi economica, aumento dei costi e calo dei consumi.

Quando una manifestazione si traduce nel blocco della viabilità, nella desertificazione del centro e nell’impossibilità per molte attività di lavorare, non siamo più di fronte a una semplice espressione di opinione, ma a una forma di prepotenza nei confronti di chi non c’entra nulla e subisce soltanto le conseguenze.

Allo stesso tempo, è doveroso esprimere un sentito ringraziamento alle Forze dell’Ordine, che hanno saputo gestire con professionalità ed equilibrio una situazione complessa, garantendo sicurezza e ordine pubblico. Un riconoscimento va anche alla Polizia Locale di Viterbo, per il lavoro svolto sul territorio e per il supporto alla gestione della viabilità e delle criticità operative.

La Lega ritiene che ognuno debba poter esprimere le proprie idee, ma senza farlo a discapito degli altri e senza trasformare il diritto di pochi in un danno per molti. Il rispetto delle opinioni non può significare tollerare che un’intera comunità venga ostaggio di iniziative che creano tensione, divisione e ricadute economiche reali.

Sul piano politico, desta inoltre forte preoccupazione il tono e i contenuti di alcune rivendicazioni emerse, in particolare sul tema del 41 bis. Parlarne oggi in termini di contestazione ideologica significa ignorare che si tratta di uno strumento fondamentale nella lotta contro mafia e terrorismo, voluto per impedire che soggetti pericolosi continuino a dirigere organizzazioni criminali dall’interno del carcere. Metterne in discussione il principio equivale a indebolire lo Stato proprio dove deve essere più forte.

La Lega è e resterà dalla parte: di chi lavora, di chi rispetta le regole, delle forze dell’ordine e di uno Stato che non arretra di fronte a chi mette in discussione la legalità e la sicurezza.

Chiediamo che in futuro vi sia maggiore attenzione nel bilanciare il diritto a manifestare con il diritto dei cittadini a vivere, muoversi e lavorare senza subire danni. Viterbo non può diventare teatro di iniziative che la trasformano in un campo di scontro ideologico, lasciando a pagare il conto sempre le stesse categorie.

La città merita rispetto. I lavoratori meritano rispetto. Le istituzioni devono farlo valere”.