Sei giorni su una barella, poi la proposta choc: “Reparto maschile con cinque uomini”. Donna trans rifiuta il ricovero e lascia l’ospedale

“Iolanda è una donna, psicologicamente e fisicamente”, sottolinea Arcigay Napoli, che parla di una gestione improntata a rigidità e burocrazia, a discapito del diritto alla salute

SALERNO – Sei giorni trascorsi su una barella del pronto soccorso e poi una scelta che ha messo tutto in discussione: accettare un ricovero in un reparto maschile, in una stanza condivisa con cinque uomini, oppure andare via. Iolanda, donna trans, ha scelto di rifiutare quella soluzione, nonostante le sue condizioni di salute, perché – racconta – l’avrebbe vissuta come una “vera e propria violenza psicologica”.

La vicenda è avvenuta all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno ed è stata denunciata dall’associazione Antinoo Arcigay Napoli, che ha chiesto un intervento immediato delle istituzioni regionali.

Secondo quanto riferito dall’associazione, dopo quasi una settimana di permanenza nel pronto soccorso, a Iolanda sarebbe stato proposto il trasferimento in un reparto maschile. La motivazione fornita dalla struttura sarebbe stata legata al sesso biologico della paziente, ritenuto incompatibile con il ricovero nei reparti femminili. Una decisione giudicata “lesiva della dignità personale”, che ha spinto la donna ad abbandonare l’ospedale pur di non accettare quella sistemazione.

“Iolanda è una donna, psicologicamente e fisicamente”, sottolinea Arcigay Napoli, che parla di una gestione improntata a rigidità e burocrazia, a discapito del diritto alla salute. I rappresentanti dell’associazione riferiscono di aver trovato, una volta giunti in ospedale, “un muro di intransigenza”, accusando la direzione del pronto soccorso di aver negato rispetto e dignità alla paziente.

La svolta è arrivata solo dopo l’intervento diretto del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, affiancato dagli assessori competenti. La mediazione ha portato, spiegano da Arcigay, a un rapido cambio di rotta da parte dei vertici dell’ospedale.

La direzione sanitaria del Ruggi d’Aragona ha quindi presentato scuse ufficiali a Iolanda e predisposto una sistemazione ritenuta adeguata e rispettosa della sua identità di genere, ponendo fine a una vicenda che ha acceso un acceso dibattito su diritti, sanità e dignità delle persone.