Ancora una volta, burocrazia e in particolare un “sistema di appalti pubblici con evidenti limiti” hanno sottolineato come l’Italia abbia ancora molto su cui riflettere
VITERBO – Grandi celebrazioni oggi al comando dei Vigili del Fuoco di Viterbo per il taglio del nastro della nuova sede sulla Cassia Nord. La struttura è stata intitolata alla memoria dello storico vigile eroe Paolo Garofolo, deceduto nel 1988 a soli 35 anni a Farnese, travolto dal veicolo che stava tentando di liberare durante un intervento.
Per l’occasione, il parterre delle autorità era al completo: presenti i vertici locali – dal Prefetto Sergio Pomponio alla sindaca Chiara Frontini – ma soprattutto i vertici nazionali con il Capo del Corpo Eros Mannino e il sottosegretario al Ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco, on. Emanuele Prisco.
Eppure, tra gli applausi e la commozione dei familiari di Garofolo, non sono mancate le note dolenti, evidenziate con onestà intellettuale dagli stessi responsabili del Corpo. L’inaugurazione, infatti, arriva al termine di un percorso iniziato due decenni fa; un ritardo che pesa come un macigno sulla modernità della struttura.
“È una sede nuova che offre un comfort che la vecchia sede di via Tedeschi non aveva – ha dichiarato senza mezzi termini il comandante provinciale Mauro Caprarelli –. Oggi però presentiamo un progetto che, nel bene e nel male, vediamo concluso. Nel male perché è un progetto di venti anni fa e paghiamo il prezzo di impianti non di ultima generazione“. Una critica diretta, lanciata proprio davanti al sottosegretario Prisco in rappresentanza del Governo, che sottolinea come la burocrazia abbia consegnato una struttura logisticamente strategica ma tecnologicamente già datata.
Tra le “mancanze” della nuova sede – situata comunque in un punto nevralgico con accesso diretto alla superstrada – spicca l’assenza del tanto atteso “Polo didattico”. Un tassello che per i presenti sarebbe stato fondamentale per dare lustro e rilievo sovraregionale al Comando di Viterbo, permettendo di ospitare corsi di formazione non solo interni ma anche per altre forze dell’ordine. “Il valore complessivo è comunque grande – ha aggiunto Caprarelli, riprendendo il filo del discorso (la citazione che avevi attribuito a ‘tizio’, ndr) – perché tutto ciò che era separato ora è riunito. Gli uffici sono tutti qui, così come i distaccamenti del personale: sul piano logistico è un altro mondo rispetto al passato”.
La sfida futura, dunque, è aggiornare ciò che è appena stato inaugurato. Un paradosso colto anche dall’ingegnere Eros Mannino, Capo del Corpo nazionale: “Sono ovviamente necessari ulteriori interventi, ma rinnoviamo il nostro impegno mettendo in campo le risorse per miglioramenti futuri. Viterbo lo merita”.
A margine della cerimonia, quasi a voler compensare il gap tecnologico dell’edificio, è stato presentato un nuovo automezzo sperimentale (un pick-up Ford Ranger), simbolo di quella modernità che si spera possa presto contagiare anche le mura della caserma stessa.





