La stessa amministrazione aveva recentemente ammesso che il parcheggio è comunque rimasto spesso “vuoto per metà”
VITERBO – La proroga della prima ora gratuita al parcheggio del Sacrario per tutto il 2026 è ufficiale, ma tra i commercianti del centro storico non mancano perplessità sulla formula scelta dall’amministrazione.
La sindaca Chiara Frontini ha annunciato l’estensione della misura per l’intero anno, confermando automaticamente le attività che avevano aderito durante la sperimentazione natalizia e aprendo a nuove manifestazioni di interesse. L’obiettivo resta quello di sostenere il commercio all’interno delle mura e incentivare la frequentazione del centro.
Tuttavia, proprio da un commerciante del centro – tra i promotori iniziali dell’iniziativa – arriva una riflessione critica che, a suo dire, sarebbe condivisa da diversi colleghi.
«Il provvedimento si è dimostrato insufficiente e di scarsa rilevanza – afferma – e lo dimostrano le grandi quantità di ticket rimasti inutilizzati».
Secondo l’esercente, il limite principale sarebbe il vincolo che lega la gratuità del parcheggio all’obbligo di effettuare un acquisto. «È come se fosse un premio – spiega – mentre dovrebbe essere un incentivo a tornare a vivere il centro. La gratuità andrebbe estesa a chiunque scelga di passeggiare tra le vie del centro storico, non solo a chi compra».
La proposta alternativa è quella di un meccanismo più semplice e automatico, senza ticket da distribuire e senza condizioni. «Nel commercio i vincoli portano spesso più effetti negativi che positivi. Andrebbe fatta una nuova prova, svincolando l’ora gratuita dall’obbligo di acquisto, per capire se così possa funzionare meglio».
Il commerciante sottolinea anche un aspetto legato alla sostenibilità economica: il parcheggio del Sacrario, osserva, sarebbe utilizzato mediamente per meno di un terzo della sua capienza quotidiana. Un’agevolazione libera potrebbe quindi aumentare l’afflusso e generare introiti dalla seconda ora in poi.
«Non è un regalo ai commercianti – conclude – ma alla città e ai viterbesi. Dobbiamo riportare le persone a fare una passeggiata o a prendere un caffè in centro. Se tornerà la presenza quotidiana, gli acquisti arriveranno di conseguenza».
La misura è ormai strutturale per il 2026, ma il dibattito su modalità e impatto resta aperto, con l’auspicio, da più parti, di un monitoraggio costante dei risultati.

