Gusto – Canada: nuova frontiera dei distillati? (FOTO)

Dal whisky storico ai rum nordici del Québec: viaggio tra innovazione e territorio con Distillerie Mitis e Distillerie Mariana

PARIGI – Quando le fiere volgono al termine, accade spesso che gli incontri più interessanti non siano quelli programmati. Tra uno stand e l’altro del Wine Paris, quasi per caso, ci siamo imbattuti in due distillerie canadesi del Québec. Entrambe, visto il nostro interesse, ci hanno proposto una selezione di rum: eleganti, profondi, tutt’altro che esotici nella concezione, ma sorprendentemente “identitari”. Degustazione dopo degustazione, una domanda ha iniziato a farsi strada: che ruolo occupa davvero il Canada nel panorama mondiale dei distillati?

Siamo andati oltre grazie alla disponibilità dei proprietari che hanno risposto in maniera dettagliata alle nostre mille domande. Ne è uscito fuori uno scenario interessante.

Spesso siamo abituati ad associare il paese nordamericano alle vaste foreste, al freddo pungente, allo sciroppo d’acero, forse al whisky. Ma esiste una vera tradizione? Oppure siamo davanti a una nuova frontiera produttiva, una sorta di “Nuovo Mondo” degli spirits? La risposta, come spesso accade quando si parla di territori complessi, non è binaria. Il Canada è insieme tradizione consolidata e laboratorio contemporaneo.

Una storia che affonda le due radici nel XVIII secolo

La distillazione in Canada non è affatto un fenomeno recente. Le prime produzioni risalgono alla seconda metà del Settecento, quando coloni europei (in particolare britannici e francesi) iniziarono a distillare cereali e melassa.

Già alla fine del XVIII secolo si producevano rum e acquaviti nelle colonie dell’attuale Québec e dell’Ontario. Con l’Ottocento, la distillazione si sviluppò in modo significativo: il grano abbondante e l’eccedenza agricola favorirono la nascita di numerose distillerie. Entro la metà del XIX secolo il Canada contava centinaia di impianti produttivi.

 

Il vero protagonista divenne però il whisky canadese, che si affermò come stile autonomo e riconoscibile. Durante il periodo del Proibizionismo statunitense (1920-1933), molte distillerie canadesi continuarono a produrre legalmente, esportando – ufficialmente o meno – verso gli Stati Uniti. Questo contribuì in modo determinante alla crescita e alla notorietà internazionale del whisky canadese.

Dunque, se parliamo di whisky, il Canada non è affatto un neofita: ha oltre due secoli di tradizione documentata.

La geografia produttiva: non solo Québec

Una delle domande centrali ha riguardato la geografica: la produzione si concentra in Québec oppure è diffusa in tutto il paese? La risposta è stata chiara: la distillazione è presente in tutto il Canada, con poli storici e nuove aree emergenti.

Ontario. Storicamente è uno dei cuori del whisky canadese. Qui sono nate alcune delle grandi distillerie industriali che hanno costruito la reputazione internazionale del paese. Ancora oggi l’Ontario è un pilastro produttivo.

Alberta. Con le sue immense coltivazioni di cereali, è diventata un punto di riferimento per i whisky a base di segale. L’Alberta è sinonimo di rye di alta qualità e di importanti marchi esportati in tutto il mondo.

British Columbia. Negli ultimi decenni è diventata un laboratorio creativo per micro-distillerie, con una forte impronta craft. Gin botanici, whisky sperimentali e piccoli lotti di grande personalità caratterizzano la scena locale.

Province marittime (Nova Scotia, Terranova). Qui la tradizione del rum è radicata nella storia commerciale atlantica. Il legame con le rotte marittime e il commercio di melassa ha lasciato tracce culturali che sopravvivono ancora oggi.

Il Québec: identità, cultura e innovazione

E il Québec? Il Québec non è l’unico centro produttivo, ma è probabilmente una delle regioni più identitarie e dinamiche del panorama contemporaneo.

La forte matrice culturale franco-canadese ha favorito uno sviluppo autonomo, con un’attenzione particolare alla valorizzazione delle materie prime locali. Qui si è sviluppato, ad esempio, l’Acerum, un distillato ottenuto dalla fermentazione e distillazione dello sciroppo d’acero: un prodotto che potremmo definire quasi un “eau-de-vie territoriale”.

Negli ultimi 15–20 anni il Québec ha visto nascere numerose micro-distillerie che producono: gin con botaniche boreali, whisky artigianali, liquori legati alla tradizione locale e, appunto, rum interessanti e innovativi.

Il rum canadese: un “paradosso climatico”

Arriviamo al punto che ci ha colpito personalmente: il rum in Canada. Quando pensiamo al rum immaginiamo Caraibi, clima tropicale, canna da zucchero. Il Canada non coltiva canna da zucchero su larga scala; la materia prima (melassa) viene generalmente importata. Eppure, la produzione di rum è una realtà concreta.

Dal punto di vista tecnico, il clima canadese introduce una variabile interessante nell’invecchiamento. Temperature più basse rispetto ai tropici comportano: maturazioni generalmente più lente, minore evaporazione annua ed evoluzione aromatica più graduale.

 

Nei Caraibi, l’invecchiamento è accelerato dal caldo; in Canada, invece, può risultare più controllato e meno esplosivo. Questo genera rum con profili talvolta più eleganti, meno dominati dalla componente legnosa e più focalizzati sulla precisione aromatica.

Si potrebbe quasi parlare di un approccio “nordico” al rum: meno solare, più misurato.

Una scoperta che merita attenzione

L’incontro parigino con quella distilleria del Québec non è stato solo una piacevole parentesi di degustazione. È stato un invito ad ampliare lo sguardo.

Il Canada non è semplicemente “Il paese del whisky leggero”. È una realtà articolata, con una tradizione solida e una nuova generazione di produttori che stanno ridefinendo il concetto stesso di identità territoriale negli spirits.

Per chi ama il vino e ne comprende le dinamiche (territorio, clima, materia prima, stile) il Canada offre uno spunto interessante: dimostra come anche nel mondo dei distillati il dialogo tra tradizione e innovazione sia la chiave per costruire una reputazione duratura. E forse, dopo questo Wine Paris, vale la pena iniziare a raccontarlo con maggiore attenzione.

Il primo incontro: Distillerie Mitis (Québec)

Le Distillerie Mitis, situate alle porte della Gaspésie nel Québec, nascono nel 2016 da due ingegneri con una profonda passione per gli spirits e per il territorio che li circonda. La scelta del sito non è casuale: l’acqua proveniente dal fiume Mitis è un elemento chiave per la qualità delle fermentazioni, e riflette l’importanza della materia prima nel processo produttivo. L’identità di Mitis si fonda sulla creazione di distillati autentici e distintivi, frutto di partnership con produttori locali e di una ricerca continua sulla selezione degli ingredienti.

La gamma di prodotti esprime chiaramente l’ispirazione territoriale: tra questi spicca il Rhum Nordique, un rum ambrato fermentato a bassa temperatura, distillato due volte e invecchiato in botti di rovere ex-bourbon, che si presenta morbido, senza zuccheri o coloranti aggiunti. Completano l’offerta diverse espressioni, tra cui gin infusi con botaniche locali, vodka aromatizzata a base di frutti della regione e persino un acerum invecchiato, una creativa interpretazione distillata dello sciroppo d’acero tipico del Québec.

I nostri assaggi: Rhum Nordique (morbido, dolce, ottimo da solo e quasi sprecato per essere accompagnato ai cocktail) Kanon Spiced Rum (prodotto con spezie del Quebec: fiori di meliloto e nardo di pino), Acerum (splendido distillato invecchiato in botte e prodotto interamente con sciroppo d’acero).

Il secondo incontro: Distillerie Mariana (Trois-Rivières, Québec)

Fondata nel 2014, la Distillerie Mariana è una delle distillerie indipendenti più dinamiche del Québec, con un approccio che unisce botanica, terroir locale e un forte spirito innovativo. Il nome “Mariana” trae ispirazione dal termine latino per l’epinette noire (picea mariana), un’essenza della foresta boreale che simboleggia il legame con la natura che circonda l’azienda. Fin dai suoi primi prodotti, Mariana ha voluto esplorare e valorizzare le risorse del paesaggio québécois, proponendo spiriti che parlano del territorio e delle sue peculiarità.

Questa visione si riflette nella sua gamma di distillati: dal celebre Canopée forest gin, caratterizzato da aromi legnosi e botanici, al rhum épicé Morbleu: un rum speziato che combina cardamomo, anice stellato, cannella, vaniglia e altri aromi per un profilo aromatico fresco e avvolgente. Parte integrante della proposta sono anche gin, liquori e cocktail ready-to-drink di qualità premium, pensati per esprimere il meglio della natura québécoise con un tocco di creatività, lontano dai sentieri più convenzionali.

I nostri assaggi: Morbleu Devil’s Reserve (morbido e vellutato, un’ottima miscela di rum invecchiati in botti di bourbon per cinque anni), Morbleu rhum épicé (prodotto con una miscela di spezie del Quebec), Morbleu chocolate (al gusto di cioccolato, perfetto da solo con ghiaccio e nei cocktail).