Tarquinia, addio ai fondi alluvione: il pasticcio della PEC e il “gioco delle colpe” in Comune

Respinto il ricorso. Quasi 700mila euro persi per disattenzione e leggerezza. La notizia (già nota da subito) sarà comunicata ufficialmente in questi giorni al sindaco che adesso dovrà dare delle spiegazioni alla città

TARQUINIA – Si chiude nel peggiore dei modi la vicenda dei risarcimenti per l’alluvione che lo scorso anno ha colpito duramente il territorio di Tarquinia.

L’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio ha respinto definitivamente il ricorso presentato dal Comune, confermando una realtà amara per i cittadini: i soldi non arriveranno.

Non per mancanza di fondi, ma per un banale — quanto imperdonabile — errore procedurale.

Il muro del “termine perentorio”

La motivazione della Regione è tecnica e insindacabile: la domanda è arrivata oltre il termine perentorio fissato dal bando. Nel diritto amministrativo, “perentorio” significa che non sono ammesse eccezioni: un minuto di ritardo equivale a un anno. La documentazione necessaria per sbloccare i sostegni economici è giunta agli uffici regionali quando ormai i termini erano scaduti, rendendo nullo ogni tentativo di recupero postumo. Inutile dunque il tentativo da parte dell’amministrazione con il ricorso urgente e l’opposizione alla decisione. I soldi non arriveranno più.

Tarquinia – Fondi alluvione persi per colpa della “Meloni” e della Pec difettosa (ecco i documenti esclusivi)

La versione del Sindaco: la colpa è della “Meloni”

Al centro del caso è finita una funzionaria comunale, la dottoressa Meloni, indicata dall’amministrazione come la responsabile materiale del mancato invio. Secondo la ricostruzione sostenuta dal Sindaco, la colpa sarebbe da attribuire a:

  • Negligenza interna: La mancata spedizione della documentazione nei tempi previsti.

  • Il “giallo” della PEC: È stata evocata una presunta “PEC difettosa” o malfunzionante che avrebbe impedito il corretto inoltro della domanda.

Tuttavia, le verifiche tecniche e il rigetto del ricorso da parte della Regione sembrano smentire la tesi del guasto tecnico imprevedibile, spostando l’asse della responsabilità interamente sulla gestione burocratica dell’ente locale.

Un danno economico e d’immagine

Il rigetto del ricorso apre ora una voragine non solo nei bilanci di chi attendeva quei fondi (agricoltori e residenti colpiti dal fango), ma anche nella credibilità dell’amministrazione.

  • I documenti esclusivi citati da EtruriaNews confermano che il Comune era a conoscenza delle scadenze, ma la macchina burocratica si è inceppata nel momento decisivo.

  • L’esasperazione dei cittadini: Dopo aver subito i danni del maltempo, la beffa di perdere i risarcimenti per un errore d’ufficio sta sollevando un polverone politico destinato a non placarsi facilmente.

Tarquinia – Fondi persi e strade vicinali in condizioni pietose: residenti esasperati (FOTO)

Le conseguenze politiche

Mentre l’amministrazione prova a schermarsi puntando il dito contro la singola funzionaria e i limiti tecnologici, l’opposizione e i comitati cittadini incalzano: la responsabilità politica di vigilare affinché scadenze così vitali vengano rispettate ricade interamente su chi guida il Comune.

Il risultato finale è una sconfitta su tutta la linea: Tarquinia resta sola a leccarsi le ferite di un’alluvione che, a quanto pare, ha travolto anche l’efficienza degli uffici comunali.

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