Viterbo – La Juventus d’oro parla viterbese: il “tocco” del nobile Guglielmotti dietro il docufilm evento

Giovedì sera grande attesa per l’evento organizzato a Civitavecchia dallo Juventus Club. Film proiettato in tutta Italia

VITERBO – C’è un cuore viterbese che batte dietro il successo di “Juventus, primo amore”, il docufilm che sta emozionando le sale italiane e che, proprio in questi giorni, approda sul litorale laziale.

Se la regia è firmata da Angelo Bozzolini e la produzione porta il marchio di giganti come Lux Vide e Rai Documentari, l’anima del progetto risiede nell’intuizione di un illustre concittadino: il nobile Ferdinando Guglielmotti.

L’evento a Civitavecchia: un giovedì speciale

Dopo il debutto sold-out a Roma e l’anteprima al Torino Film Festival, la pellicola arriva al Cineteatro Buonarroti di Civitavecchia. Sebbene le prime proiezioni siano già iniziate, l’appuntamento da segnare in rosso sul calendario è quello di giovedì 19 febbraio alle ore 20:30.

Sarà una serata di gala per il territorio: in sala saranno presenti il regista Bozzolini e, soprattutto, l’ideatore Ferdinando Guglielmotti. Per il pubblico locale si tratta di un’occasione unica per scoprire come una visione nata nella Tuscia sia diventata un racconto epico distribuito da Nexo Studios in tutta Italia.

Guglielmotti: dall’idea al grande schermo

Ferdinando Guglielmotti, figura eclettica e profondamente legata alle radici nobiliari di Viterbo e Montalto di Castro, ha saputo guardare oltre il semplice dato sportivo. La sua idea di fondo — trasformata poi in sceneggiatura — non è stata quella di celebrare solo dei trofei, ma di raccontare un’epoca.

Il decennio 1975-1985, quello della “Juventus del Trap” e della trimurti AgnelliBonipertiTrapattoni, viene riletto attraverso la lente di un’Italia che cambiava pelle: dagli anni di piombo al boom edonistico degli anni ’80. È questo approccio narrativo, elegante e profondo, a portare la firma intellettuale di Guglielmotti, capace di unire il glamour della “Vecchia Signora” alla storia sociale del Paese.

Un viaggio tra miti e memoria

Il film vanta contributi di altissimo livello, da Michel Platini a Dino Zoff, passando per le riflessioni di Aldo Cazzullo e Linus. Ma è nel ricordo commosso di figure come Gaetano Scirea e Paolo Rossi che il documentario raggiunge vette di pura poesia cinematografica.

“In questa esplosione di bellezza, la Juventus diventa la squadra più forte del mondo,” ha dichiarato il regista Bozzolini, sottolineando come il lavoro di squadra con l’ideatore viterbese abbia permesso di restituire al pubblico non solo un documentario sportivo, ma una vera e propria “storia di vita”.

Info e biglietti

Per i tifosi bianconeri della zona e per gli amanti del grande cinema documentario, i biglietti sono disponibili presso il botteghino del Cineteatro Buonarroti o sui circuiti online (Nexo Studios e Liveticket).

L’invito è quello di non mancare alla serata di giovedì, per omaggiare il lavoro di un talento del nostro territorio che ha saputo portare la storia della squadra più amata d’Italia sul grande schermo.