Vertice in Prefettura dopo la scia di sangue sull’arteria che attraversa la Tuscia
VITERBO – Cinque incidenti mortali in pochi giorni lungo la strada statale Cassia accendono i riflettori sulla sicurezza. Il 18 febbraio, al Palazzo del Governo, si è tenuta una riunione presieduta dal prefetto di Viterbo per “esaminare le azioni più opportune da intraprendere per elevare i livelli di sicurezza lungo la strada statale Cassia”.
L’incontro è stato convocato – spiegano dalla Prefettura – “a seguito della straordinaria concentrazione di incidenti mortali verificatisi nella settimana precedente”, una sequenza che ha imposto un confronto immediato tra istituzioni e enti competenti.
Al tavolo, oltre alle forze dell’ordine, i sindaci dei comuni attraversati dall’arteria – Capranica, Sutri, Acquapendente, Montefiascone, Bolsena e Vetralla – i comandanti delle polizie locali di Viterbo e Nepi, un delegato del Comune di Monterosi, la Provincia, rappresentanti di Cotral e Anas.
Nel corso della riunione è stato ricordato il ruolo centrale della Cassia, “seconda strada consolare che attraversa longitudinalmente la provincia per oltre cento chilometri e la collega alla Toscana e Roma”, con un elevato volume di traffico che comporta “un’esposizione strutturale al rischio superiore rispetto ad altre strade”.
I dati degli ultimi anni, tuttavia, mostrano un quadro definito “tendenzialmente rassicurante”: nel 2024 non si sono registrati incidenti mortali e nel 2025 uno soltanto, con un numero contenuto anche di sinistri con lesioni. La drammatica sequenza recente sarebbe dunque “riconducibile alla concomitanza di più fattori, fra cui il peggioramento delle condizioni meteorologiche e specifici comportamenti di guida”.
Ma l’analisi non si è fermata alle cause contingenti. È stata evidenziata la necessità di intervenire anche sugli aspetti strutturali: “manutenzione del manto stradale e delle alberature, presenza di una segnaletica orizzontale e verticale adeguata” e più in generale “interventi di riqualificazione infrastrutturale più volte segnalati dalle comunità locali”.
Le forze dell’ordine hanno confermato che tra le principali cause degli incidenti emergono “la distrazione degli utenti” e la conformazione della strada “a doppio senso non separato da spartitraffico”.
I sindaci hanno sottolineato criticità legate alla manutenzione, in particolare “lo sfalcio delle banchine e la cura del verde”, spesso effettuati “con notevole ritardo” e senza una programmazione trasparente, con ricadute sulla sicurezza e sul decoro. Evidenziate anche le difficoltà nel garantire adeguata protezione alle fermate del trasporto pubblico, la necessità di rafforzare i controlli contro l’eccesso di velocità e le ripercussioni dovute alla deviazione del traffico pesante sulla Cassia in caso di chiusure dell’A1.
Anas ha confermato l’impegno nella manutenzione, ma ha richiamato “le difficoltà operative dovute alla limitatezza delle risorse disponibili”, che comportano una programmazione più dilatata degli interventi.
Il prefetto ha quindi sollecitato un’azione coordinata tra tutti i soggetti coinvolti, con un “quadro d’azione multilivello” che comprenda manutenzione ordinaria, interventi straordinari sulle criticità strutturali e “implementazione di misure di deterrenza per contrastare comportamenti pericolosi, valutando l’installazione di strumenti di controllo anche su ampi tratti di strada”.
Entro dieci giorni i sindaci dovranno trasmettere alla Prefettura una relazione dettagliata sulle criticità presenti nei tratti di competenza, contributi che saranno condivisi con le forze dell’ordine per predisporre un documento unitario da sottoporre al compartimento Anas competente, così da dare priorità agli interventi più urgenti.
L’obiettivo è chiaro: trasformare l’emergenza di questi giorni in un’occasione per rafforzare in modo strutturale la sicurezza lungo una delle arterie più trafficate e strategiche della provincia.

