ROMA – Ministero della Giustizia condannato a risarcire un detenuto. A stabilirlo il Tribunale Ordinario di Roma, con una sentenza del 20 febbraio 2026. Riconosciuti 9.480 euro, oltre interessi e spese legali, in favore di A. D. per aver scontato 1.185 giorni di detenzione in condizioni non conformi ai parametri previsti dall’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
ll Tribunale ha riconosciuto che, per un lungo periodo trascorso presso la Casa di Reclusione di Roma Rebibbia, non è stato garantito il rispetto dello spazio minimo vitale di tre metri quadrati per detenuto, configurando così una violazione delle condizioni minime di dignità stabilite dalla normativa nazionale ed europea.
Il sig. D., che durante la detenzione ha svolto attività lavorativa all’interno del carcere, si era rivolto allo sportello UVL (Ufficio Vertenze Legali) CGIL di Ostia inizialmente per tutelare i propri diritti retributivi. Accolto, ascoltato e preso in carico nella sua interezza come persona, è stato accompagnato dagli avvocati della CGIL in tutto il percorso giudiziario fino alla sentenza definitiva.
“Questa vicenda dimostra, ancora una volta, che la CGIL è al fianco delle persone sempre, anche nelle situazioni più difficili e marginali. La tutela individuale non è un servizio accessorio: è una funzione centrale del sindacato confederale. La dignità del lavoro e della persona non si sospende mai“. Dichiarano dal sindacato.

