Viterbo – “È ora… di fare qualcosa”: il Comitato attacca Frontini e il Comune sul degrado a San Pellegrino

I residenti ancora una volta cercano di attirare l’attenzione della maggioranza che sembra continuare a mettere da parte il quartiere medievale (e turistico) considerato la perla di Viterbo

VITERBO – Il Comitato di Quartiere di San Pellegrino torna a denunciare le condizioni del borgo medievale e affida a un messaggio toni duri nei confronti dell’amministrazione comunale.

«È ora!», esordisce il Comitato, riprendendo – si legge nella nota – «il motto reiterato all’infinito dalla nostra sindaca durante la campagna elettorale», per «esternare, ancora una volta, la nostra indignazione per le condizioni di degrado in cui versa il nostro quartiere».

Nel mirino finiscono in particolare la pulizia dei vicoli e la mancata sanificazione. «Il Comitato ha lanciato numerosi appelli nel corso degli anni, con esposti, petizioni, raccolte firme e incontri con le istituzioni, perché venga intensificata la pulizia, soprattutto perché vengano regolarmente spazzati e sanificati i vicoli, principale caratteristica di un borgo medievale quale è il nostro».

Secondo quanto denunciato, «poco o nulla è cambiato, anzi la situazione è peggiorata»: i vicoli «sono del tutto ignorati dagli operatori ecologici» e «non viene eseguita alcuna spazzatura a mano, come pure era stato assicurato».

Il Comitato segnala inoltre «nessun intervento di sanificazione per eliminare gli odori insopportabili delle deiezioni canine» e «nessun intervento per rimuovere le feci abbandonate» in alcune vie del quartiere, tra cui via San Gemini, via del Paradosso e via delle Caiole.

Non mancano riferimenti anche ai rifiuti abbandonati: «Buste con la spazzatura sempre più spesso lasciate agli angoli delle strade o sotto ai cestini». Il Comitato riconosce che «la responsabilità va attribuita spesso ad alcuni residenti maleducati», ma sottolinea come, a loro dire, «molte volte questi rifiuti vengono abbandonati anche dagli ospiti delle numerose strutture di accoglienza sorte nel quartiere, se non addirittura dai proprietari delle stesse».

Da qui la richiesta di «una campagna di informazione e sensibilizzazione», l’istituzione del «vigile di quartiere» o un rafforzamento dei controlli, oltre all’invito a «individuare e punire chi si comporta in modo incivile». Tra le proposte anche l’installazione di «cassonetti intelligenti in un luogo non troppo in vista» e l’obbligo per alcuni proprietari di bonificare spazi privati abbandonati.

«Viene naturale rispettare un luogo pulito, ma vale il contrario se un luogo è sporco», scrive il Comitato, che chiude collegando la questione al futuro della città: «È il minimo che si possa fare per una città che si vuole candidare a capitale della cultura. È il minimo che si possa fare per una città che si ama».