“Acqua non potabile, bollette piene”: Tarquinia tra emergenze e responsabilità

La denuncia di Sinistra Italiana che che punta il dito contro la gestione del servizio idrico e la mancanza di comunicazione efficace ai cittadini

TARQUINIA – “L’acqua è un bene comune, ma al Lido di Tarquinia, Marina Velca e Spinicci diventa un problema quotidiano”, denuncia Sinistra Italiana, che punta il dito contro la gestione del servizio idrico e la mancanza di comunicazione efficace ai cittadini.

Secondo l’associazione Assolidi, la situazione è “critica e allarmante”: ordinanze di non potabilità si susseguono con frequenza, ma le informazioni fornite ai residenti e ai turisti restano insufficienti, generando incertezza e disagio. “Serve una diffusione immediata e chiara delle informazioni – scrive l’associazione – attraverso comunicati stampa, note ufficiali e avvisi visibili a tutti”.

Ma il problema non è solo informativo. Nonostante l’acqua non potabile, la società Talete S.p.A. continua a inviare bollette a tariffa piena. “Questo è un comportamento inaccettabile e configura un’inadempienza contrattuale – spiegano da Sinistra Italiana – i cittadini hanno diritto al ricalcolo delle bollette e al relativo rimborso”.

La politica locale, dal canto suo, è sotto pressione. La sezione tarquiniese di Sinistra Italiana segnala che, dopo mesi di attesa, “non ci sono ancora risposte chiare dall’Amministrazione comunale sulla transazione con Talete S.p.A., in seguito alla deliberazione di Giunta n. 160/2025”.

La questione della potabilità dell’acqua, avvertono i cittadini e le associazioni, “deve entrare al centro dell’agenda politica”: garantire il diritto umano all’acqua e tutelare la salute pubblica non è più rimandabile, e richiede investimenti mirati e l’adozione di tecnologie adeguate.