Pallacanestro – Match under 15, genitori protagonisti in negativo: dagli spalti insulti e cori carichi d’odio

VITERBO – Doveva essere una normale partita di campionato under 15. In campo ragazzi di 13 e 14 anni, sugli spalti genitori e familiari. Invece, venerdì sera alla palestra della Verità, durante la sfida tra Blu Star Viterbo e Blu Star Capranica, ad andare in scena è stato uno spettacolo che con lo sport ha poco a che fare.

Secondo diverse testimonianze, dagli spalti sarebbero partiti insulti e cori carichi d’odio. Parole pesanti, urla, tensione crescente. Un clima che avrebbe finito per condizionare anche il comportamento in campo, con gesti lontani dallo spirito del fair play che dovrebbe caratterizzare lo sport giovanile.

L’indignazione si è rapidamente spostata sui social, dove più di un commento ha parlato di “scene pietose” per una gara di ragazzi. Nel mirino, soprattutto, alcuni genitori accusati di aver fomentato i figli anziché richiamarli alla correttezza. C’è anche chi ha puntato il dito contro la gestione tecnica della squadra di casa, sottolineando come certi atteggiamenti andrebbero sanzionati con decisione, specie a quell’età.

Ma il punto va oltre il singolo episodio. Non è solo una questione disciplinare: è un tema culturale ed educativo. La violenza verbale non è mai innocua, tanto meno quando coinvolge adolescenti. Rappresenta spesso il primo passo di una deriva che può degenerare in scontri ben più gravi, come dimostrano da anni le cronache sportive, anche a livello locale.

Preoccupa che dinamiche già viste nel calcio giovanile – dove la pressione sugli spalti ha spesso superato il limite – sembrino ora affacciarsi anche nel basket, tradizionalmente considerato un ambiente più sereno. Proprio in una realtà come Viterbo, dove il movimento cestistico ha sempre rappresentato non solo un’attività sportiva ma anche un presidio educativo, quanto accaduto impone una riflessione.