Uno dei tre esemplari realizzati nell’0ttocento dal geniale inventore friulano. Garantiva un’autonomia di anni. Un rivoluzione nel modo di pensare il tempo
VIGNANELLO – Oggi fluttuano sopra le nostre teste, incastonati nei satelliti in orbita: sono gli orologi a idrogeno, i custodi della precisione assoluta.
Queste macchine prodigiose garantiscono la sincronia dei segnali globali con uno scarto inferiore a un secondo ogni milione di anni. Eppure, il cuore pulsante di questa tecnologia “spaziale” ha radici che affondano nel suolo di Trieste, quasi due secoli fa.
L’anticipatore: Pasquale Andervalt
Intorno agli anni ’30 dell’Ottocento, quando Trieste era ancora uno dei porti più vitali dell’Impero Austroungarico, l’inventore friulano Pasquale Andervalt diede vita a qualcosa di rivoluzionario. Di lui sappiamo poco, se non la sua ossessione per le macchine sperimentali autoalimentate.
Andervalt non cercava solo la precisione, ma l’indipendenza: voleva una macchina che non avesse bisogno dell’uomo per continuare a misurare l’esistenza.
Una “Pila” chimica per caricare il tempo
Il funzionamento dell’orologio di Andervalt era un piccolo capolavoro di ingegneria chimica e meccanica:
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La Reazione: Alcune palle di zinco venivano fatte cadere periodicamente in un contenitore di acido solforico.
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Il Gas: La reazione chimica generava idrogeno puro.
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La Carica: La pressione esercitata dal gas ricaricava il pendolo, garantendo un’autonomia che, secondo l’inventore, poteva durare anni.
La rivoluzione del tempo astratto
L’invenzione di Andervalt segna un passaggio cruciale nella storia della civiltà.
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Dal Tempo Pubblico…: Nel Medioevo, le campane e le torri rendevano il tempo un’esperienza collettiva, legata alla preghiera e ai ritmi della terra.
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…Al Tempo Meccanico: Con l’Ottocento e la rivoluzione industriale, nasce il bisogno di un tempo standardizzato, uniforme e uguale per tutti, capace di sincronizzare uomini e macchine in un unico spazio planetario.
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L’Esperienza Interiore: Mentre gli orologi da polso privatizzavano il tempo rendendolo un’esperienza intima, l’orologio a idrogeno lo rendeva astratto e autonomo, trasformandolo in una costante matematica indipendente dal tocco umano.
Un tesoro che va all’Asta
Di quegli originali capolavori di Andervalt ne restano oggi soltanto tre esemplari al mondo:
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Uno è custodito a Vienna.
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Uno si trova a Londra.
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Il terzo, rimasto per decenni in una collezione privata italiana, sta per passare di mano.
L’appuntamento per i collezionisti è a Vignanello, in provincia di Viterbo, dove quest’ultimo pezzo di storia della scienza verrà battuto all’asta. È un’occasione rara per toccare con mano un oggetto che ha sfidato le leggi del tempo, diventando quasi un simbolo di ciò che Albert Einstein chiese una volta a Kurt Gödel: “Che succede al tempo quando passa?”.
Forse la risposta è proprio in questi meccanismi: il tempo non scompare, si trasforma in memoria meccanica.
L’asta dell’eccezionale orologio a idrogeno di Pasquale Andervalt rappresenta un evento di risonanza internazionale per il mondo del collezionismo scientifico e dell’antiquariato.
Ecco i dettagli principali dell’appuntamento:
Coordinate dell’evento
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Casa d’Aste: L’incanto è gestito da Eurantico.
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Sede: L’asta si terrà a Vignanello, in provincia di Viterbo.
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Data e Ora: L’appuntamento è fissato per il 26 febbraio 2026.
Il lotto in dettaglio
L’esemplare in vendita è un rarissimo orologio sperimentale autodinamico risalente al periodo 1820-1830.
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Struttura: È alto 86 cm e presenta un cilindro in cristallo molato nelle tonalità dell’azzurro.
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Meccanismo: Il movimento meccanico è parzialmente scheletrato, con un quadrante in smalto a numeri romani.
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Simbologia: Il pendolo è riccamente lavorato e reca al centro l’aquila asburgica, a testimonianza del legame di Trieste con l’Impero, insieme all’iscrizione del privilegio industriale dell’inventore: “Pasquale Andervalt – I. R. Priv. E.”.
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Condizioni: Attualmente l’orologio non è funzionante e richiede un attento intervento di restauro.
Valore e rarità
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Base d’Asta: La base di partenza è stata fissata a € 4.000.
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Eccezionalità: Si tratta probabilmente della prima volta che un orologio a idrogeno di Andervalt compare sul mercato dell’arte internazionale. Gli altri due esemplari noti sono “blindati” in prestigiose istituzioni pubbliche: uno al Museo dell’Orologeria di Vienna e l’altro allo Science Museum di Londra.

