Tuscia devastata dal maltempo, danni per quasi 10 milioni di euro: chiesto lo stato di calamità

23 frane in una settimana. Questo il pesantissimo bilancio che ha spinto la Provincia a votare per la richiesta di stato di calamità

VITERBO – Ventitré frane in sette giorni, tre arterie ancora chiuse e un conto che sfiora i 9 milioni e mezzo di euro. È il bilancio pesantissimo tracciato in consiglio provinciale dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la Tuscia nelle ultime settimane. L’ente ha avviato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale alla Regione Lazio.

Le piogge incessanti hanno messo in ginocchio la viabilità provinciale. In alcuni casi si è sfiorata la tragedia, come sulla strada Teverina, nel territorio di Celleno: una frana con caduta massi si è verificata alle 7.43 del mattino, appena tre minuti dopo il passaggio di uno scuolabus. Un episodio che rende l’idea della gravità della situazione.

Il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha parlato di un “momento di estrema difficoltà”, ringraziando tecnici, cantonieri e ditte intervenute anche nelle ore notturne per garantire la sicurezza e riaprire, dove possibile, le strade colpite. Il fabbisogno stimato per gli interventi ammonta a circa 9,5 milioni di euro.

Il consigliere provinciale Maurizio Palozzi ha annunciato che la richiesta di calamità è stata formalizzata e che il 3 marzo è prevista un’audizione in Regione per affrontare l’emergenza e reperire le risorse necessarie.

Il quadro resta critico. Tre strade risultano ancora chiuse, tra cui la Valle Bagnoregio, dove i calanchi continuano a riversare fango rendendo rischiosa la riapertura. Problemi anche nella zona della Valle del Tevere, dove la presenza di detriti impedisce al momento qualsiasi intervento strutturale.

Smottamenti e cadute massi si sono registrati in numerosi comuni: Vignanello, Canino, Tarquinia, Graffignano, Civita Castellana, Corchiano, Castel Sant’Elia, Onano e nel capoluogo. In diversi casi si procede a senso unico alternato dopo interventi di messa in sicurezza.

Osservata speciale anche la Sp25 nel territorio di Canepina, dove uno smottamento in prossimità del viadotto impone verifiche sulla stabilità della struttura.

L’elenco delle criticità è ancora in aggiornamento. La riunione in Regione del 3 marzo sarà decisiva per definire tempi e modalità degli interventi su una rete viaria messa a dura prova da due mesi di piogge continue.