Tarquinia 2028: Non una Sola Città, ma un Intero Territorio in Volo verso la Capitale della Cultura

Il progetto, reso unico dalla imponente cordata di Comuni del litorale, rappresenta l’anima di un territorio intero che vuole dare nuova voce all’antica cultura che l’accomuna

TARQUINIA – L’audizione svoltasi ieri, 27 febbraio, al Ministero della Cultura per la candidatura di Tarquinia a Capitale Italiana della Cultura 2028, ha lasciato un segno profondo. Come ben evidenziato dalle parole cariche di orgoglio della DMO Etruskey, non è stato presentato un semplice dossier, ma l’anima di un territorio intero. È stata la testimonianza tangibile di una comunità viva, consapevole delle proprie radici etrusche e pronta a scrivere il proprio futuro.

La portata di questo evento non è passata inosservata a livello nazionale. Proprio in queste ore, testate di riferimento per il settore artistico e turistico come Artribune hanno dedicato ampi spazi e approfondimenti al progetto, lodando il modello di “Capitale della Cultura Diffusa” proposto da Tarquinia. Un’attenzione mediatica che conferma la solidità e l’innovazione della proposta.

La Forza della Rete: I 12 Comuni Protagonisti

La vera rivoluzione di questa candidatura, che ha catturato l’attenzione della commissione ministeriale, è la sua natura corale. Non c’è un solo campanile a cercare la luce dei riflettori, ma una vera e propria alleanza territoriale — una sorta di dodecapoli contemporanea — guidata e coordinata dalla DMO Etruskey. Un bacino di quasi 200.000 abitanti e 1.300 chilometri quadrati che ha scelto di fare rete, superando i confini amministrativi.

Ecco le dodici amministrazioni comunali che formano questa squadra unita:

  • Tarquinia (Comune capofila)

  • Allumiere

  • Barbarano Romano

  • Blera

  • Canale Monterano

  • Cerveteri

  • Civitavecchia

  • Ladispoli

  • Montalto di Castro

  • Monte Romano

  • Santa Marinella

  • Tolfa

“La cultura è volo”: Dall’Eredità alla Visione

Il dossier presentato, curato da Lorenza Fruci e intitolato “La cultura è volo. Un territorio che genera futuro. Dall’eredità alla visione”, non è un semplice calendario di appuntamenti. Come rimarcato anche dalla stampa nazionale in questi giorni di audizioni, si tratta di un piano strategico che prevede oltre 100 eventi diffusi simultaneamente su tutto il territorio.

È un progetto che parte dalle radici profonde e prestigiose dei siti UNESCO (le necropoli di Tarquinia e Cerveteri) per ramificarsi in una visione moderna di sviluppo sostenibile, inclusione sociale e rilancio turistico. Le istituzioni pubbliche si sono fuse con un tessuto straordinario di realtà private, associazioni, imprese e cittadini, trasformando la ricchezza culturale in un motore economico e sociale per tutti.

Una Vittoria Già Conquistata

Ora l’attesa è tutta per il 27 marzo, giorno in cui il Ministero proclamerà ufficialmente la città vincitrice del titolo per il 2028. Ma, come sottolinea giustamente la DMO Etruskey, una grande certezza c’è già: questo percorso ha già generato un valore inestimabile.

La candidatura ha riacceso l’entusiasmo, rafforzato le sinergie tra pubblico e privato e, soprattutto, ha cambiato radicalmente il modo in cui questo angolo straordinario d’Italia si percepisce e si racconta al mondo. Indipendentemente dal verdetto finale, l’Etruria Meridionale ha già spiccato il suo volo.