Saline di Tarquinia, al via il progetto di riqualificazione: polo museale e centro di ricerca per un luogo simbolo del Lazio

TARQUINIA – Alle 13:10 di oggi, mercoledì 4 marzo, la Commissione Ambiente della Camera ha svolto l’audizione dei rappresentanti dell’Agenzia del Demanio sulle prospettive di valorizzazione della Riserva naturale statale Saline di Tarquinia, uno dei luoghi più identitari e delicati del litorale laziale.

All’incontro erano presenti Mauro Rotelli, presidente dell’Ottava Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, Alessandra Dal Verme, direttrice dell’Agenzia del Demanio, Fabrizio Tucci, vicedirettore della Struttura per la Progettazione, Maria Antonietta Brizzo, direttrice della Direzione Regionale Lazio, e Claudia Caputi, direttrice della comunicazione.

Particolarmente significativo l’intervento di Alessandra Dal Verme, che ha delineato lo stato dell’arte e gli obiettivi del progetto. La direttrice ha parlato di “un bellissimo progetto sul Parco delle Saline”, spiegando come il lavoro sia partito già dallo scorso ottobre grazie alla collaborazione con il presidente Rotelli per la definizione di un protocollo dedicato al Borgo delle Saline e all’intero compendio.

Il progetto riguarda un’area di circa 170 ettari: una superficie vasta e complessa, progressivamente abbandonata nel tempo e oggi caratterizzata da una forte fragilità ambientale, anche a causa dell’erosione che interessa il territorio costiero. Si tratta, ha sottolineato Dal Verme, di “un luogo della memoria fortemente identitario per il Lazio”, che merita un intervento organico di riqualificazione e rilancio.

L’Agenzia del Demanio sta quindi lavorando a un piano integrato che non si limita al recupero edilizio, ma punta a una valorizzazione culturale, ambientale e scientifica dell’intero sito. In questa direzione è stato promosso un protocollo d’intesa che coinvolge numerosi soggetti istituzionali e scientifici: Comune, Regione, Direzione dei Musei del Lazio, Soprintendenza, Raggruppamento Biodiversità dei Carabinieri, Autorità di Bacino Distrettuale, Università della Tuscia (Unitus), Università di Perugia, Fondazione Centro Mediterraneo per gli Studi Climatici, Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale e Ministero dell’Ambiente, indicato come attore principale del percorso.

Tra gli obiettivi strategici figura la realizzazione di un polo museale con aree espositive dedicate alla storia e all’identità delle Saline, affiancato da laboratori di ricerca e formazione. Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà coniugare tutela ambientale, memoria storica e innovazione scientifica, restituendo centralità a un’area di straordinario valore naturalistico e culturale per l’intero territorio laziale.