Regione Lazio – Lo scandalo dei “Treni Fantasma”: tra fideiussioni false e il trionfalismo della vergogna

L’ennesimo scempio economico a firma di Nicola Zingaretti che finisce col ricadere nelle tasche dei cittadini e con il centrodestra che lo copre. La società indiana acquisita da Ferrovie dello Stato

ROMA – Mentre i pendolari della Roma-Lido e della Roma-Viterbo continuano a vivere un calvario quotidiano fatto di corse soppresse e convogli fatiscenti, la politica laziale mette in scena l’ennesimo atto di un teatro dell’assurdo.

L’acquisizione della Titagarh Firema di Caserta da parte del gruppo Ferrovie dello Stato (attraverso la neonata Fabbrica Italiana Treni), avvenuta il 4 marzo 2026, viene spacciata come un successo politico, quando in realtà rappresenta il sigillo su un disastro industriale e finanziario pagato interamente con i soldi dei contribuenti.

La genesi del disastro: i milioni di Zingaretti

La vicenda affonda le radici nel 2018, quando l’amministrazione guidata da Nicola Zingaretti assegnò a Firema una commessa per la fornitura di 38 nuovi treni. Nonostante i cronoprogrammi saltati e la produzione ferma al palo, la Regione Lazio ha versato nelle casse della società anticipi per oltre 56-57 milioni di euro. Soldi pubblici usciti dalle tasche dei cittadini per convogli mai consegnati, i cosiddetti “treni fantasma” che oggi sono al centro di un giallo dai contorni inquietanti.

Treni in fase di realizzazione alla Firema di Caserta

Il giallo delle fideiussioni: un copione già visto

Il vero scandalo è emerso con fragore tra il 2024 e il 2025, quando è venuto alla luce che le garanzie poste a tutela di quei milioni di anticipi erano, secondo le denunce della stessa Regione alla Procura, “fittizie” o addirittura false. Un meccanismo perverso che ricorda drammaticamente lo scandalo delle mascherine Covid: dirigenti e politici che accettano documenti di garanzia senza le dovute verifiche, lasciando l’ente pubblico privo di scudi legali quando l’azienda va in crisi.

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Invece di una durissima messa in mora e di una richiesta di risarcimento danni esemplare verso chi ha permesso questo scempio, oggi si festeggia il “salvataggio” tramite un ente di Stato. Di fatto, lo Stato (FS) interviene per riparare i danni fatti da una gestione privata fallimentare, coprendo i buchi lasciati da una politica regionale miope.

Il trionfalismo inesplicabile di Ghera

In questo contesto, le dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Fabrizio Ghera, appaiono non solo stonate, ma quasi offensive per chi attende da anni un servizio dignitoso:

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«L’acquisizione degli asset di Titagarh Firema da parte di Ferrovie dello Stato è una buona notizia anche per la Regione Lazio. Si tratta di un risultato importante raggiunto grazie all’interessamento del Governo Meloni. Con questo passaggio ci auguriamo che la fornitura dei 38 treni […] possa ripartire. Come Regione Lazio proseguiremo gli interventi programmati […] con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente il servizio».

In poche parole i treni saranno pagati due volte

Definire “buona notizia” quella che è, a tutti gli effetti, una toppa pubblica su un buco milionario è un esercizio di equilibrismo politico che rasenta la vergogna. Non si menzionano le responsabilità di chi ha firmato quegli assegni senza garanzie reali, né si spiega come verranno recuperati i 57 milioni di euro “volatizzati”.

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Un appello alle associazioni: denunciare è un dovere

Non si può permettere che questa vicenda scivoli nel dimenticatoio burocratico della “continuità industriale”. È necessario che le associazioni dei consumatori, i comitati dei pendolari e le forze civiche si mobilitino immediatamente.

Invitiamo formalmente tutte le sigle associative a presentare esposti dettagliati all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) e alla Corte dei Conti. Bisogna accertare il danno erariale:

Chi ha autorizzato il pagamento di anticipi milionari a fronte di fideiussioni non verificate?

Perché non sono state attivate procedure di recupero crediti aggressive prima che la società entrasse in crisi?

Qual è la reale perdita patrimoniale per la Regione Lazio in questo passaggio di asset?

Il passaggio a Ferrovie dello Stato può anche garantire la costruzione dei futuri treni, ma non può e non deve cancellare le colpe di chi ha dissipato denaro pubblico. Il Lazio non ha bisogno di “successi” di facciata, ma di giustizia e trasparenza.