Carburante a 2 euro, esposto all’Antitrust: “Rincari sospetti, possibili manovre speculative”

L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.) ha presentato un esposto

ITALIA – Il nuovo aumento dei prezzi di benzina e gasolio finisce sotto la lente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.) ha infatti presentato un esposto all’Antitrust chiedendo verifiche urgenti sull’impennata registrata negli ultimi giorni ai distributori.

Secondo l’associazione, a partire dal 1° marzo si sarebbe verificato un aumento rapido e anomalo dei prezzi alla pompa che, a loro giudizio, non troverebbe una reale giustificazione nei costi della materia prima.

“Ci troviamo di fronte a rincari che appaiono privi di una spiegazione economica plausibile – afferma il presidente di A.Ba.Co., Luigi Iasci –. Nonostante il prezzo del petrolio Brent si mantenga intorno agli 82-83 dollari al barile, nel giro di pochi giorni il diesel ha raggiunto livelli molto elevati. Questo andamento lascia ipotizzare possibili manovre speculative finalizzate ad aumentare i margini di profitto”.

L’associazione ha analizzato i dati ufficiali diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, evidenziando come il prezzo medio del gasolio abbia toccato valori particolarmente alti in diverse regioni italiane. Tra i casi più significativi figurano Bolzano con 1,937 euro al litro, la Valle d’Aosta con 1,894 euro, Friuli Venezia Giulia e Liguria con 1,889 euro. Valori elevati anche nel Mezzogiorno, con la Sardegna a 1,887 euro al litro e la Calabria a 1,884 euro.

Alla luce di questi dati, A.Ba.Co. ha chiesto all’Antitrust di verificare se dietro gli aumenti possa nascondersi un’eventuale intesa tra compagnie petrolifere finalizzata a coordinare i prezzi di vendita, ipotesi che configurerebbe una restrizione della concorrenza.

L’obiettivo dell’esposto è chiarire se i prezzi attualmente praticati ai distributori riflettano davvero l’andamento dei costi energetici oppure se siano il risultato di comportamenti scorretti che finiscono per pesare direttamente sulle tasche dei cittadini.

“Attendiamo l’apertura di un’istruttoria – conclude Iasci – perché è necessario fare piena luce su questi aumenti e garantire la tutela dei consumatori”.