Sempre più difficile trovare distributori a buon prezzo, la crisi in Medio Oriente sta ormai impattando pesantemente anche su tutta la Tuscia
VITERBO – Il prezzo del carburante continua a salire e anche a Viterbo il diesel sfiora ormai la soglia dei due euro al litro. In alcuni distributori della città, come testimonia la foto scattata oggi, il gasolio ha già raggiunto quota 1,98 euro, un livello che sta alimentando forte preoccupazione tra automobilisti, commercianti e operatori del turismo.
La crescita dei prezzi è legata soprattutto alle tensioni internazionali e all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che sta spingendo verso l’alto il costo del petrolio sui mercati globali. Il Brent, il riferimento europeo del greggio, ha superato negli ultimi giorni gli 85 dollari al barile, con un balzo di oltre il 9% in pochi giorni.
L’effetto è arrivato rapidamente anche alla pompa: il diesel in Italia si avvicina ovunque ai 2 euro al litro, con rincari che stanno colpendo famiglie e imprese.
A Viterbo la situazione viene vissuta con crescente inquietudine. Molti automobilisti raccontano di essere rimasti sorpresi dalla rapidità degli aumenti. «Faccio il pieno una volta a settimana per andare a lavorare – racconta un automobilista incontrato al distributore – e ogni volta trovo qualche centesimo in più. Con questi prezzi si rischia di spendere 80 o 90 euro per un pieno. È diventato pesante».
C’è anche chi guarda al futuro con timore: «Il problema non è solo oggi. Se il diesel supera davvero i due euro, tutto aumenterà: trasporti, spesa, servizi. Alla fine paga sempre il cittadino».
Timori anche per il commercio e il turismo
Il rincaro del carburante preoccupa anche i commercianti del territorio, che temono effetti indiretti sull’economia locale, soprattutto in vista della primavera.
A Viterbo l’attenzione è già rivolta al ponte di Pasqua, tradizionalmente uno dei primi momenti dell’anno in cui la città registra un aumento significativo di presenze turistiche.
«Aspettiamo sempre la Pasqua per vedere arrivare un po’ di movimento – spiega un commerciante del centro – ma se il carburante continua a salire molte persone potrebbero rinunciare a spostarsi. Il rischio è che si riducano le gite fuori porta e il turismo di prossimità».
Una preoccupazione condivisa da molti operatori del settore: «Chi viene da Roma o dalla Toscana magari ci pensa due volte se deve spendere tanto per il viaggio. Speriamo che la situazione si stabilizzi prima delle feste».
Gli effetti della crisi internazionale
Gli analisti spiegano che l’attuale impennata è legata soprattutto alle tensioni geopolitiche e ai timori di interruzioni nelle forniture energetiche, in particolare nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali del petrolio.
Quando i mercati temono problemi nella produzione o nel trasporto del greggio, il prezzo del petrolio sale rapidamente e gli effetti si riflettono quasi subito sui carburanti. In questi giorni, infatti, la quotazione del gasolio sui mercati internazionali è aumentata molto più velocemente rispetto alla benzina.
La vera paura, però, è che gli aumenti non siano finiti. Alcuni analisti ipotizzano che, se la crisi dovesse prolungarsi, il petrolio potrebbe avvicinarsi anche ai 100 dollari al barile, con ulteriori ripercussioni sui prezzi alla pompa.
Intanto a Viterbo molti automobilisti osservano i cartelli dei distributori con crescente preoccupazione. «Quando vedi il numero che cambia ogni due giorni – dice un residente – capisci che qualcosa non va. Il problema è che l’auto ormai è indispensabile: non possiamo semplicemente smettere di usarla».
E mentre diesel e benzina si avvicinano sempre più alla soglia dei due euro, in città cresce la sensazione che questa volta la stangata sui carburanti possa avere effetti molto concreti sulla vita quotidiana e sull’economia locale.

