Molti sostengono che la vicenda (resa pubblica proprio in questi giorni da qualche mano sinistra) sia una reazione ad “orologeria” per l’impegno del coordinatore cittadino dei meloniani al referendum sulla giustizia
MONTEFIASCONE – Sul “Colle Falisco” il clima politico si fa rovente. Mentre il coordinatore di Fratelli d’Italia, Mirko Zuffi, prosegue la sua battaglia per il referendum sulla giustizia, una vecchia vicenda imprenditoriale torna a bussare alla sua porta con una tempistica che molti, negli ambienti politici locali, definiscono senza mezzi termini come “giustizia ad orologeria”.
Ma al di là delle interpretazioni politiche, i documenti del Tribunale delineano un percorso tecnico-giuridico complesso che vede l’esponente del centrodestra stretto tra le maglie del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e le pesanti sanzioni del diritto penale fallimentare.
Il presupposto civile: dalla Liquidazione Giudiziale al controllo contabile
Tutto ha origine sul piano civilistico. Con la sentenza n. 4/2023, depositata il 31 gennaio 2023, la Sezione Fallimentare del Tribunale di Viterbo ha dichiarato l’apertura della liquidazione giudiziale (procedura che ha sostituito il vecchio fallimento) per la Ego Service S.r.l..
Sotto la guida dell’allora giudice delegato, il dott. Antonino Geraci, il Tribunale ha ordinato al debitore — individuato nel legale rappresentante Mirko Zuffi — di depositare entro tre giorni i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché i libri sociali degli ultimi tre esercizi. Questo passaggio non è un semplice adempimento burocratico: la mancata o incompleta consegna dei documenti, o la loro irregolare tenuta, costituisce spesso il “ponte” tecnico che sposta la vicenda dal Tribunale Civile alla Procura della Repubblica.
Il salto nel penale: le contestazioni di Bancarotta
L’esame della documentazione da parte del curatore, il dott. Pietro Benucci, e la successiva analisi dello stato passivo (fissata inizialmente per l’11 maggio 2023), sono gli elementi che solitamente alimentano il fascicolo penale. In questo contesto si inserisce il processo che vede Zuffi imputato per violazioni della Legge Fallimentare (RD 267/1942):
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Art. 216 e 223: Viene contestata la bancarotta fraudolenta, ipotizzando che l’amministratore abbia sottratto, dissipato o occultato beni della società per recare pregiudizio ai creditori, o che abbia tenuto i libri contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio.
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Art. 219: L’inserimento di questo articolo indica la presenza di aggravanti, legate solitamente all’entità del danno patrimoniale o alla commissione di più fatti di bancarotta.
L’udienza dello scorso 28 gennaio rappresenta un passaggio chiave in cui la difesa, guidata dall’avvocato David Terracina, è chiamata a dimostrare, alla giudice del Tribunale Penale di Viterbo, Carol Ruggiero, l’assenza di dolo o la corretta gestione delle poste attive della società prima del dissesto.
“Giustizia ad orologeria” e l’effetto domino nel centrodestra
A Montefiascone la notizia ha sollevato un polverone. Il tempismo della fuga di notizie, proprio mentre Zuffi è in prima linea per la riforma della magistratura, alimenta i sospetti di un uso politico dei tempi processuali. Tuttavia, le voci di corridoio suggeriscono che Zuffi potrebbe essere solo il primo di una lista più lunga: si parla insistentemente di altri esponenti del centrodestra falisco che presto potrebbero dover rendere conto alla giustizia per vicende analoghe.
Resta il fatto che il passaggio dai gazebo per la giustizia alle aule di tribunale è, in questo momento, il dossier più scottante del panorama politico viterbese.

