VITERBO – Esistono storie che sembrano scritte per dimostrare che non è mai troppo tardi per ricominciare, a patto di avere coraggio, visione e una valigia piena di tradizioni.
È il caso di Andrea Scaramuccia, figura ben nota a Viterbo per il suo trascorso politico e per la sua storica agenzia di viaggi (I viaggi del professore), che oggi celebra il suo traguardo più prestigioso: la cittadinanza britannica.
La storia di Andrea è quella di una “fuga” ragionata e coraggiosa. Dopo anni passati tra i banchi del consiglio comunale e la gestione della sua attività nel viterbese, circa dieci anni fa Scaramuccia ha scelto di chiudere con il passato. Di fronte a un sistema che sentiva non più premiante, ha deciso di trasferirsi a Cambridge con la famiglia, scommettendo tutto su una passione antica quanto viscerale: la cucina italiana.
L’ascesa di “Tradizioni” e l’ambasciata del gusto
A Cambridge, Andrea non si è limitato ad aprire un ristorante; ha creato un presidio di autenticità. Il suo locale, “Tradizioni” (situato nella vivace Mill Road), è diventato in breve tempo un punto di riferimento per accademici, studenti e residenti della città universitaria.
Non si tratta solo di servire piatti: Andrea si è imposto come un vero ambasciatore del Made in Italy, entrando recentemente nel direttivo del Coordinamento dei Ristoratori Italiani all’Estero per combattere l’ “Italian Sounding” e difendere l’eccellenza delle nostre materie prime. Dai catering esclusivi per il Royal Ascot ai premi come una delle migliori trattorie del Regno Unito, il suo percorso è stato una scalata costante fatta di fatica e qualità.
La doppia cittadinanza: il premio alla dedizione
Ieri, il post che ha commosso amici e sostenitori: una foto con il diploma che ufficializza la sua cittadinanza britannica. Un riconoscimento che non cancella le sue radici — che Andrea rivendica con orgoglio in ogni sua iniziativa, come quando raccolse fondi per i terremotati del Centro Italia — ma che suggella un’integrazione perfetta.
“Doppia cittadinanza e un premio alla dedizione” commentano i suoi sostenitori. Per Andrea, questo foglio di carta rappresenta il “grazie” di una nazione che lo ha accolto come imprenditore e ora lo riconosce come figlio, premiando quella tenacia tutta italiana capace di conquistare il mondo un piatto alla volta.
Andrea Scaramuccia oggi non è solo il “viterbese a Cambridge” (che ce l’ha fatta), ma un esempio di come la politica del fare — quella applicata al lavoro quotidiano — possa portare a traguardi straordinari.

