Tarquinia – Bando da un milione per l’enogastronomia, terzultimo posto e niente fondi per la città del Divino Etrusco

Ennesimo “figurone” per la giunta guidata da Sposetti che porta a casa un colpo che rischia di avere ripercussioni enormi sul turismo

TARQUINIA – Una città che vive di turismo, agricoltura ed eccellenze enogastronomiche finisce quasi in fondo alla graduatoria dei finanziamenti regionali destinati proprio alla promozione di questi settori. È il risultato che emerge dalla classifica pubblicata da ARSIAL, l’agenzia della Regione Lazio che ha gestito l’avviso pubblico per sostenere iniziative di valorizzazione dei prodotti agroalimentari del territorio.

Il bando metteva a disposizione un milione di euro per sostenere progetti presentati da Comuni, Pro Loco, parchi e altri enti locali con l’obiettivo di promuovere le eccellenze enogastronomiche del Lazio e rafforzare l’identità culturale dei territori. Un bando che, tra le altre, è stato vinto da Vasanello, Bagnoregio e Soriano nel Cimino che riceveranno fondi.

Eppure il Comune di Tarquinia, che da anni punta su turismo, agricoltura e prodotti tipici come leva di sviluppo, si è piazzato al terzultimo posto tra i progetti ammessi ma non finanziati, rimanendo di fatto escluso dalla distribuzione dei contributi.

Un risultato che appare difficilmente spiegabile per un territorio che dovrebbe avere proprio nella promozione enogastronomica uno dei suoi punti di forza. Tarquinia è infatti una realtà dove turismo, produzioni agricole e tradizione culinaria rappresentano una parte importante dell’offerta territoriale, anche in chiave di attrazione turistica.

Il finanziamento regionale, quasi un milione di euro complessivi, è stato assegnato a numerosi progetti ritenuti più meritevoli, mentre la proposta presentata dal Comune è rimasta fuori, relegata nelle ultime posizioni della graduatoria.

Un dato che inevitabilmente apre interrogativi sulla capacità dell’amministrazione di competere con altri enti locali nell’accesso ai fondi regionali e sulla qualità della progettazione presentata.

In altre parole, mentre la Regione investe sulla promozione delle eccellenze agroalimentari del Lazio, Tarquinia – città che di queste eccellenze dovrebbe essere una delle vetrine naturali – resta praticamente ai margini della graduatoria.

Una situazione che rischia di pesare anche sull’immagine del territorio, in vista di eventi come il Divino Etrusco, e che lascia aperta una domanda inevitabile: perché un Comune con una forte vocazione turistica e agricola non è riuscito a ottenere finanziamenti proprio su questo fronte?