Il progetto prevede la costruzione di un edificio polifunzionale su due piani, che l’amministrazione comunale intende dedicare alla memoria di Piero Angela
VITERBO – Quasi due milioni di euro per la realizzazione del nuovo centro di ricerca applicata nell’area del Poggino. L’intervento, finanziato con uno stanziamento complessivo di 1.999.469 euro, entra ora nella fase operativa dopo l’aggiudicazione dei lavori.
Il progetto prevede la costruzione di un edificio polifunzionale su due piani, che l’amministrazione comunale intende dedicare alla memoria di Piero Angela. La struttura sarà organizzata con spazi differenti a seconda delle funzioni.
Al piano terra troveranno posto l’ingresso principale con atrio, una sala conferenze, uffici dotati di postazioni multimediali per videoconferenze, la segreteria e l’area destinata ai servizi e al collegamento con il piano superiore. Al primo piano saranno invece collocati i laboratori e ulteriori uffici destinati alle attività di ricerca.
Le attività scientifiche e di studio saranno coordinate dall’Università della Tuscia in collaborazione con Apea (Area produttiva ecologicamente attrezzata) e avranno come obiettivo principale lo sviluppo di innovazioni tecnologiche a supporto delle imprese del territorio viterbese.
Alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori hanno partecipato otto delle dieci aziende invitate. L’appalto è stato assegnato alla società Tecno Edil di Viterbo, che ha presentato un ribasso del 23,15% rispetto all’importo a base di gara.
Il quadro economico dell’intervento prevede circa 1,1 milioni di euro destinati ai lavori, mentre 909.523 euro sono riservati alle altre spese a disposizione dell’amministrazione. Nel budget complessivo sono inclusi anche 300mila euro aggiunti successivamente per la realizzazione delle opere esterne, in particolare il parcheggio.
L’opera rientra tra gli interventi finanziati dal ministero nell’ambito del progetto “Viterbo: da Vetus Urbs a Modern City”, inserito nel Programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie.
L’azienda aggiudicataria ha inoltre comunicato l’intenzione di ricorrere al subappalto per parte delle lavorazioni: fino al 49% della categoria Og1, che comprende opere edilizie e impiantistiche di base, e fino al 50% della categoria Og11, relativa agli impianti tecnologici complessi.

