La prima cittadina, con il suo recente video, sconfessa se stessa e rimanda a “più in là” il termine di due opere strategiche per un centro storico sofferente
VITERBO – C’è un tempo per le promesse e un tempo per i fatti. Ma a Viterbo, stando alle ultime dichiarazioni della Sindaca Chiara Frontini, sembra che il tempo sia un concetto elastico, capace di dilatarsi proprio quando i nodi dovrebbero venire al pettine. Al centro del dibattito ci sono due pilastri della “rinascita” sbandierata dall’amministrazione: il ritorno degli uffici comunali a Piazza Fontana Grande e la restituzione della Torre Civica alla cittadinanza.
Solo un anno fa, nell’aprile 2025, la narrazione era ben diversa. La Sindaca, in un incontro ufficiale con i commercianti del centro – categoria che più di ogni altra attende segnali di vita economica – era stata perentoria: “Tra dicembre 2025 e gennaio 2026 trasferiremo gli uffici di Via Garbini a Piazza Fontana Grande”. Una data certa, un impegno preso davanti a chi nel centro storico investe e resiste.
Oggi, a metà marzo 2026, quella scadenza non solo è passata nel silenzio, ma è stata ufficialmente “aggiornata” dalla stessa prima cittadina. Nel suo ultimo video sulla mobilità, la Sindaca ha infatti usato una formula decisamente più vaga: il ritorno degli uffici avverrà “nei prossimi mesi”. Una doccia fredda per chi sperava che il 2026 fosse l’anno della svolta operativa e non l’ennesimo capitolo della gestione dell’attesa.
Non va meglio per la Torre Civica di Piazza del Comune, simbolo monumentale della città che da anni attende di essere scalato da turisti e viterbesi. Sempre nell’aprile scorso, l’annuncio era stato chiaro: “L’inaugurazione avverrà entro la primavera del 2026”. Ma basta alzare lo sguardo verso il cantiere per leggere una realtà differente, scritta nero su bianco sui cartelli ufficiali: fine lavori fissata al 27 luglio 2026. Una data che, come ben tutti sanno circa i lavori pubblici, è a sua volta molto elastica poiché i lavori tra maltempo e complicanze burocratiche raramente viene rispettata.
La primavera, dunque, passerà senza che il portone della Torre si schiuda. Se tutto andrà bene, se ne riparlerà a estate inoltrata, con buona pace della programmazione turistica primaverile che avrebbe potuto beneficiare di tale attrazione.
Quello che emerge è un corto circuito comunicativo dove la Sindaca sembra smentire la se stessa di dodici mesi fa. Se è vero che i cantieri possono subire imprevisti, è altrettanto vero che la trasparenza verso i cittadini imporrebbe di ammettere i ritardi, anziché presentarli come tappe di un percorso che procede spedito.
Per un centro storico che soffre la desertificazione e la crisi dei consumi, la differenza tra “gennaio” e “tra qualche mese”, o tra la “primavera” e il “pieno luglio”, non è solo una questione di calendario: è la misura della distanza tra gli annunci e la realtà… ma tutto potrebbe essere stato programmato a tavolino vista l’ormai “stretta” per il ritorno alla campagna elettorale che a breve accompagnerà Viterbo fino alla metà del prossimo anno (quando si tornerà alle urne e si tireranno finalmente le somme sull’operato della giunta Frontini).


