L’indagine di Reuters durata anni si basa su testimonianze, documenti, indizi e l’analisi dei murales apparsi in Ucraina nel 2022
GRAN BRETAGNA – E’ lo street artist più famoso del mondo, diventato icona per la sua identità sconosciuta.
Secondo l’inchiesta di Reuters la sua identità potrebbe finalmente esser stata svelata: stando all’agenzia, dietro lo pseudonimo dell’artista, ormai considerato un tesoro nazionale britannico, si nasconderebbe Robin Gunningham, graffitista nato a Bristol nel 1973.
Questo nome era già emerso in una prima inchiesta del 2008 del Mail on Sunday e poi ancora nel 2023, quando Banksy era stato portato in tribunale per rispondere dell’accusa mossa dall’imprenditore Andrew Gallagher. Nel corso degli anni erano circolate diverse versioni e delle possibili immagini dello street artist, ma il suo manager aveva sempre smentito ogni rivelazione e l’artista si era sempre rifiutato di rivelare la propria identità.
Ora, dopo diversi mesi di indagine realizzata incrociando testimonianze dirette, video, foto e documenti giudiziari, Reuters è convinta di avere il nome definitivo. Il momento determinante la realizzazione delle famose opere comparse in Ucraina nel 2022, la cui paternità era stata confermata dallo stesso Banksy tramite il suo profilo Instagram, come atto di solidarietà verso le vittime dell’intervento militare russo. I reporter di Reuters hanno visitato i luoghi dove erano apparsi i graffiti, in particolare la località di Horenka, e raccolto informazioni fra gli abitanti, mostrando loro delle fotografie di diversi street artist, Tutte le prove puntavano verso Gunningham, già individuato dal tabloid Daily Mail nel 2008. Il giornale aveva affermato a suo tempo che la sua inchiesta, durata un anno, era “arrivata il più vicino possibile a rivelare” l’identità di Banksy, pur mantenendo una certa cautela.
Banksy ha successivamente assunto il nome di David Jones ma non è chiaro se lo utilizzi ancora, ancor di più alla luce della scoperta fatta da Reuters che è stata ripresa dai media di tutto il mondo. È stato anche rivelato che Robert Del Naja, frontman della band trip-hop dei Massive Attack nonché a lungo nella rosa dei possibili Banksy, è stato uno stretto collaboratore dello street artist.
Ma ha veramente senso scoprire chi si cela dietro un’artista? Una rivelazione che nulla potrà togliere ai messaggi universali lanciati da chiunque ci sia dietro quella vernice, che resteranno impressi nella storia e negli occhi di chi ha avuto il piacere di interpretarli, i più fortunati su un muro, gli altri ad una mostra.

