Fabrica di Roma – “Basta raccontare favole ai cittadini”: Ricci attacca Scarnati sul caso Talete

Duro scontro tra il primo cittadino e l’ex candidato sindaco Enrico Scarnati

FABRICA DI ROMA – Scontro politico sul tema del servizio idrico. Il sindaco Claudio Ricci replica duramente alle dichiarazioni del consigliere Enrico Scarnati, accusandolo di raccontare una versione distorta della vicenda legata al passaggio del servizio idrico a Talete.

Ricci interviene dopo un post in cui Scarnati avrebbe indicato il ricorso presentato dal comune di Vasanello al Consiglio di Stato come esempio di difesa dei cittadini, contrapponendolo alla scelta del comune di Fabrica di Roma.

Il primo cittadino non usa mezzi termini.
«Mi chiedo perché Enrico Scarnati, campione di assenteismo ai consigli comunali con quasi il 60% di assenze, voglia continuare a far passare da allocchi i cittadini di Fabrica di Roma».

Secondo Ricci, la realtà dei fatti sarebbe molto diversa da quella raccontata nel post. «Perché non dice – incalza il sindaco – che Vasanello sta percorrendo una strada che Fabrica di Roma ha già fatto e che si è conclusa con una sentenza sfavorevole e definitiva del Consiglio di Stato il 3 febbraio 2022?».

Ricci ricorda infatti che il contenzioso sul servizio idrico nel comune fabrichese ha avuto un lungo percorso giudiziario, conclusosi con la decisione definitiva dei giudici amministrativi. «Nonostante quella sentenza e il conseguente commissariamento – sottolinea – questa amministrazione ha continuato ad applicare una tariffa idrica significativamente più bassa rispetto a quella d’ambito».

Il trasferimento del servizio a Talete, aggiunge il sindaco, non sarebbe stato immediato. «Abbiamo formalizzato il passaggio solo nel novembre del 2024, quasi tre anni dopo la sentenza definitiva».

Per Ricci, quindi, il comune ha fatto tutto ciò che era possibile sul piano legale. «Sono convinto che a Fabrica sia stato fatto tutto quello che giuridicamente era possibile fare. I contenziosi hanno senso finché la legge lo consente e quando esistono margini, anche minimi, di successo. Andare oltre significa solo trasformare le cause in uno spreco di denaro pubblico».

Infine il sindaco porta anche un dato sui costi sostenuti negli anni. «Solo per i contenziosi legali, tra il 2011 e il 2021 il Comune ha speso circa 800 mila euro. Sì, avete letto bene: 800 mila euro».

Parole che riaccendono lo scontro politico locale su una vicenda – quella della gestione dell’acqua e del rapporto con Talete – che continua a dividere la politica della Tuscia.