“Fabrica è distrutta, basta immobilismo”: Scarnati contrattacca Ricci con una lettera durissima

Si accende lo scontro social tra il primo cittadino e il consigliere d’opposizione ed ex sfidante alle amministrative

FABRICA DI ROMA – Non si placa lo scontro politico sul caso Talete. Dopo le dichiarazioni del sindaco Claudio Ricci, arriva la replica del consigliere Enrico Scarnati, che affida a una lunga lettera aperta un attacco frontale all’amministrazione comunale.

Toni durissimi, accuse dirette e un impianto politico chiaro: secondo Scarnati, a guidare il Comune sarebbe una «strategia dell’immobilità» che avrebbe prodotto «risultati sotto gli occhi di tutti».

«Amministrare un Comune – scrive – non significa indossare una fascia e occupare una poltrona, ma avere il coraggio di prendere decisioni a tutela della propria comunità». Un coraggio che, secondo il consigliere, sarebbe mancato: «Questa amministrazione ha scelto sistematicamente la via più comoda: l’immobilità e la resa».

Nel mirino finisce non solo la gestione dell’acqua, ma una visione più ampia dell’azione amministrativa. Scarnati parla apertamente di una «progressiva svendita di Fabrica di Roma», citando «la privatizzazione della gestione idrica» e quella «dell’illuminazione pubblica», definite come segnali di «incapacità di assumere decisioni incisive».

Sul nodo Talete, il consigliere contesta direttamente la ricostruzione del sindaco. «Le tue dichiarazioni risultano fortemente contraddittorie – accusa – affermi che il ricorso non si poteva fare, per poi sostenere che avrebbe senso solo con certezza di vincere». Una posizione che, secondo Scarnati, sarebbe smentita «in modo inequivocabile dalla lettera del commissario», da cui emergerebbero «margini legali per opporsi».

Non manca l’affondo sul tema della trasparenza: «Non c’è bisogno di omettere la verità», scrive, richiamando anche precedenti vicende come «le emergenze legionella e batteri fecali».

Scarnati respinge poi uno dei punti centrali sollevati da Ricci, quello dei costi legali. «Un’azione a difesa dell’acqua pubblica non è uno spreco, ma un servizio doveroso verso i cittadini». E rilancia: «Sarebbe intellettualmente onesto calcolare anche quanti milioni di euro quelle azioni hanno fatto risparmiare alla cittadinanza».

Nel testo emerge anche un passaggio su una presunta «recente sentenza della Cassazione» che, secondo il consigliere, «condanna il Comune a risarcire chi ha pagato il 100% della tariffa», chiedendo al sindaco: «Perché non informi pubblicamente i cittadini?».

La lettera si allarga poi ad altri fronti amministrativi. Dalla gestione della farmacia comunale – con il riferimento a due diverse valutazioni economiche («947 mila euro nel 2024 e 600 mila nel 2025: perché?») – fino alle spese comunali. «Non ci sono soldi per i cittadini in difficoltà – attacca – ma 150 mila euro per uno spogliatoio e 32.500 euro per la Festa della Birra sì».

Uno dei passaggi più duri riguarda il piano politico e personale. «Il tuo continuo mettere in mezzo chi ti ha preceduto denota una mancanza di visione», scrive Scarnati, parlando anche di «attacchi a un sindaco scomparso che non può rispondere». E sull’accusa di assenteismo replica: «Tentativo patetico di distogliere l’attenzione dal fatto principale: mentre altri comuni lottano, tu ti sei arreso».

Il consigliere contesta anche la gestione dei consigli comunali, definiti «straordinari e con pochissimo preavviso», e rilancia con una domanda diretta: «È tanto difficile pianificare? Non riesci nemmeno in questo?».

Il passaggio finale è netto: «Il tempo delle scuse è finito. Fabrica di Roma versa oggi in uno stato di abbandono inaccettabile, è distrutta».

La chiusura è affidata a un post scriptum che riporta il tema sulla trasparenza istituzionale: «Sarebbe utile sapere pubblicamente chi gestisce oggi la pagina Facebook ufficiale del Comune».

Uno scontro ormai aperto, che dal tema dell’acqua si è esteso all’intera azione amministrativa, alzando ulteriormente la tensione nel dibattito politico locale.