Regione Lazio, lo strano derby sui nuovi assessori: Latina vince 3-0, Frosinone resta in panchina

I nuovi rumors sulla Giunta Rocca premiano la provincia Pontina a scapito della Ciociaria: un paradosso politico che ignora i numeri delle urne e penalizza 195mila elettori

ROMA – Nel calcio non c’è partita ma in politica è tutta un’altra storia (specialmente in regione Lazio): Latina batte Frosinone 3-0.
E’ questo il responso delle deleghe (ma non delle urne) che molto presto, almeno stando ai rumors da via Cristoforo Colombo, vedremo alla Regione Lazio.

E’ noto come, nella primavera del 2023, a seguito delle elezioni regionali che hanno visto trionfare il centrodestra guidato da Francesco Rocca, i dieci assessori sono stati così ripartiti: 6 per Fratelli d’Italia, 2 Forza Italia e 2 per la Lega.

Le province, a prescindere dall’appartenenza partitica, sono state così rappresentate: 6 a Roma e provincia, 2 per Latina, uno a testa per Rieti e Frosinone. Viterbo fuori da subito.

Il recente passaggio di testimone tra Giuseppe Schiboni e Alessandro Calvi non ha scalfito l’egemonia pontina, lasciando invariati i pesi territoriali.

Da alcuni giorni, però, si fa sempre più insistente la voce che vede un cambio degli assessori in quota Lega: Giovanna Miele (di Latina) dicono al posto della Simona Baldassarre (romana), che fin qui ha fatto molto bene. Anzi… benissimo. Davide Bordoni (romano) al posto di Pasquale Ciacciarelli (rappresentante della provincia di Frosinone) alle politiche abitative.

Se non cambia la ripartizione in capo ai partiti, il rapporto di forza delle province, in questo caso, verrebbe completamente stravolto. Con uno sbilanciamento a favore di Latina (già evidente con l’assetto attuale) che penalizzerebbe pesantemente Frosinone.

La Ciociaria vanta un numero di elettori pari a 433.500 ed alle scorse regionali si sono recati alle urne 195.000 votanti. La provincia di Latina ha un numero di elettori superiore (469.000), ma alle urne sono andati soltanto 186.500 elettori, meno del 40% degli aventi diritto.

Se è vero che, in termini di voti, Latina è stata di poco superiore rispetto a Frosinone nel sostegno alla vittoria del Presidente Rocca, una penalizzazione del genere sembra, per la Ciociaria, veramente troppo.

Va considerato, poi, che la provincia di Frosinone ha già subito una decurtazione nell’assegnazione dei seggi anche a causa di una strampalata legge elettorale che nella ripartizione tra province non assicura alle stesse una adeguata rappresentanza.

Latina ha eletto, tra maggioranza e opposizione, complessivamente 6 consiglieri regionali, mentre Frosinone si è dovuta accontentare delle metà, solamente 3. Il tutto, come abbiamo visto, portando alle urne quasi 10.000 elettori in più.

La musica non cambia se dalla Giunta si passa in Consiglio dove il risultato, se si considerano le Commissioni assegnate alla maggioranza, è comunque un secco 3-1 per Latina. Frosinone ha una sola presidenza (la Savo in Commissione sanità), mentre la provincia pontina ne ha 3 (Mitrano, Sambucci e Tripodi).

Un paradosso che stride ancor di più se si confronta il peso di Frosinone con quello di Rieti che, pur con soli 55.000 votanti, vanta comunque una rappresentanza in Giunta. Dati che dovrebbero far riflettere la classe dirigente dell’intero centrodestra ciociaro.

Se in campo calcistico il Frosinone lotta per riconquistare la serie A, nel “campionato” della Pisana la provincia sembra avviata verso una retrocessione a tavolino. Una beffa che brucia il doppio se si guarda ai dati dell’affluenza: premiare Latina a scapito della Ciociaria significa ignorare il peso reale di chi le urne le ha riempite davvero.

Resta da capire se i vertici regionali vorranno correggere il tiro o se la partita si chiuderà davvero con un cappotto che lascerebbe il territorio ciociaro senza voce e senza deleghe.

Viterbo? Non è nella cartina geografica del centrodestra regionale (per adesso).