Roma – Corte dei Conti, addio allo “scudo erariale”: nel Lazio riparte la caccia ai danni per colpa grave

ROMA – L’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 della Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio della Corte dei conti, tenutasi a Roma il 17 marzo 2026 presso l’Aula delle Sezioni riunite, ha offerto un’analisi profonda dello stato della finanza pubblica locale e delle sfide poste dalle recenti riforme legislative.

In un contesto segnato da crisi internazionali e dalla necessità di una gestione rigorosa delle risorse del PNRR, i vertici della magistratura contabile hanno tracciato il bilancio di un anno di intensa attività.

Un nuovo quadro normativo: la sfida della Legge n. 1 del 2026

Il Presidente della Sezione, Antonio Ciaramella, ha aperto i lavori soffermandosi sulle significative innovazioni introdotte dalla legge 7 gennaio 2026, n. 1.

Questa riforma ha ridefinito i confini della responsabilità amministrativa, superando il regime transitorio precedente per permettere nuovamente la perseguibilità dei comportamenti gravemente colposi, sia attivi che omissivi.

Relazione del Presidente della Sezione giurisdizionale Antonio Ciaramella (1)

Tuttavia, il legislatore ha introdotto correttivi sostanziali, come il cosiddetto “doppio tetto” alla risarcibilità, che pone limiti quantitativi alle somme addebitabili in caso di colpa grave, pur mantenendo il principio del pieno ristoro per i danni causati con dolo o che abbiano generato un illecito arricchimento. Un altro punto cardine della riforma è la tipizzazione della colpa grave, volta a dare maggiore certezza ai funzionari pubblici.

È stata inoltre rafforzata la cosiddetta “esimente politica”, che presume la buona fede degli organi politici qualora gli atti siano stati proposti o vistati dai responsabili tecnici, salvo prova contraria.

L’attività della Procura: numeri e recuperi

Il Procuratore regionale Paolo Luigi Rebecchi ha presentato i dati relativi all’attività istruttoria e requirente del 2025, definendola un argine fondamentale contro la “malagestio”.

Relazione del Procuratore regionale Paolo Luigi Rebecchi

Nel corso dell’anno trascorso, la Procura ha trattato ben 3.603 denunce e segnalazioni.

Questo imponente flusso documentale ha portato all’emissione di 1.160 deleghe e decreti istruttori, 95 inviti a dedurre e 81 atti di citazione in giudizio.

Sul fronte del recupero crediti, le azioni promosse hanno raggiunto cifre considerevoli:

Le richieste risarcitorie complessive formulate dalla Procura ammontano a 37.189.148,73 euro.

Le somme effettivamente recuperate a seguito dei giudizi e delle attività della Procura superano i 25 milioni di euro.

Un aspetto di rilievo sottolineato dal Procuratore è l’efficacia del cosiddetto “effetto conformativo”: la semplice apertura di un’indagine spinge spesso le amministrazioni o i responsabili ad attivare processi di autocorrezione e restituzione delle somme contestate.

Tra gli esempi citati, spiccano la restituzione di 47.428,50 euro da parte dell’amministratore delegato di una società pubblica per compensi indebitamente cumulati e il recupero di 52.029,27 euro versati da un dipendente ministeriale per canoni di locazione arretrati di un alloggio demaniale.

I casi simbolo: dall’assenteismo alla frode sui contributi

La relazione ha passato in rassegna diverse fattispecie di danno erariale che illustrano la varietà delle criticità nel Lazio:

Assenteismo e disservizio: Il caso più eclatante riguarda l’IFO di Roma, dove è stato contestato un danno patrimoniale e all’immagine di 557.485,45 euro per un sistema di false timbrature che ha coinvolto ben 89 dipendenti.

Settore pubblico e compensi: Un dirigente apicale dell’ACI è stato citato per la percezione di retribuzioni oltre i limiti di legge, con un danno contestato di 526.530,12 euro.

Mancate entrate e tributi: Permangono criticità nella riscossione della tassa di soggiorno a Roma, con richieste risarcitorie per 297.320,97 euro, mentre un comune del Lazio ha omesso di riscuotere canoni di locazione per oltre 548.321 euro.

Relazione del Presidente della Sezione di controllo Stefano Siragusa

Fondi ed energia: Sono state sviluppate importanti inchieste sull’indebita percezione di “certificati bianchi” (incentivi per l’efficienza energetica), con danni quantificati in diversi milioni di euro. Numerose sentenze di condanna hanno riguardato anche frodi ai danni di SIMEST per finanziamenti agevolati destinati a fiere internazionali.

Istruzione e sanità: Tra i casi minori ma simbolici, figurano l’uso di falsi diplomi per accedere alle graduatorie ATA (danno di 23.353,67 euro) e la simulazione di vaccinazioni Covid-19 da parte di un medico per il rilascio di Green Pass falsi.

Conclusioni: verso un equilibrio tra rigore e fiducia

La cerimonia si è conclusa con l’intervento dei rappresentanti dell’avvocatura e dell’Associazione Magistrati, evidenziando come la Corte dei conti non debba essere vista solo come un organo sanzionatorio, ma come un garante della sana gestione che rafforza il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

L’auspicio formulato dal Presidente Ciaramella è che la giustizia contabile continui a essere “tempestiva, motivata ed imparziale”, accompagnando la pubblica amministrazione in una stagione di grandi investimenti e riforme.

Con la dichiarazione di apertura dell’anno giudiziario 2026, la Corte riafferma il suo ruolo di sentinella della legalità finanziaria in una regione, il Lazio, che per la sua complessità istituzionale rimane il principale teatro dell’azione erariale in Italia.