La riapertura “entro l’anno” dello storico monumento coronerà il sogno dell’ex consigliere M5S Massimo Erbetti, la cui proposta fu subito approvata dalla precedente amministrazione di centrodestra guidata da Giovanni Maria Arena
“Oggi vi porto dentro un cantiere davvero speciale, un cantiere che ci farà vedere Viterbo come non l’abbiamo mai vista”. Inizia con queste parole il video pubblicato sui social dalla sindaca Chiara Frontini, un vero e proprio tour esplorativo all’interno della Torre dei Priori (nota anche come Torre Civica o dei Monaldeschi). Indossando caschetto e giubbotto tecnico, la prima cittadina guida i viterbesi nel cuore di uno dei simboli più antichi della città, attualmente al centro di un meticoloso intervento di restauro che ne permetterà presto la riapertura al pubblico.
Il filmato si snoda attraverso gli stretti e suggestivi passaggi interni della struttura di Piazza del Plebiscito, mostrando dettagli affascinanti come gli antichi ingranaggi dell’orologio del Comune. Man mano che si sale verso la vetta, le feritoie incastonate nella pietra regalano scorci inediti e privilegiati su alcuni dei luoghi simbolo del capoluogo: dalla Camera di Commercio al Teatro dell’Unione, fino a scorgere la cupola del Santuario di Santa Rosa. Ma è raggiungendo la sommità della torre, a oltre quarantadue metri di altezza, che si svela la vera magia. Davanti a un panorama mozzafiato che abbraccia i tetti del centro storico, le altre torri medievali, il Duomo e il Palazzo Papale, la sindaca si lascia andare a una riflessione molto sentita: “Un turista che sale fin quassù vede una città bellissima, ma un viterbese che sale fin quassù rimane senza parole e si commuove”.
Le parole della sindaca sottolineano il profondo legame identitario tra i cittadini e questo monumento, rassicurando tutti sulle tempistiche. Nonostante si tratti di “un cantiere complicato, molto delicato”, la Frontini si sbilancia con una nuova data prevista (anche se fino a pochi mesi fa era “entro primavera”): “Entro l’anno questo sogno diventerà realtà”. Si tratta di un sogno collettivo che, come spesso accade per le opere più significative, ha radici condivise e dimostra come i grandi progetti per il territorio possano superare le normali divisioni partitiche.
Andando a ripercorrere la genesi dei lavori, infatti, la riqualificazione della Torre Civica nasce da una forte intuizione di Massimo Erbetti, ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. Pur trovandosi all’epoca tra i banchi dell’opposizione, la sua proposta per il recupero della torre trovò sponda immediata e fu approvata con entusiasmo nel novembre del 2020 dall’allora amministrazione di centrodestra, guidata dal sindaco Giovanni Maria Arena. Da quell’accordo bipartisan e grazie all’intercettazione dei fondi del programma Fesr della Regione Lazio (per un quadro economico di quasi 800 mila euro), l’iter ha potuto prendere il via. Un percorso virtuoso che è stato poi ereditato, aggiornato nel progetto esecutivo e portato finalmente alla fase operativa dall’attuale giunta Frontini, pronta a restituire a Viterbo il suo punto di osservazione più alto e amato.

