Santa Marinella – Angeloni (ex portavoce di Tidei) ci scrive: “Il capolavoro del nulla”

SANTA MARINELLA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata in redazione dall’ex portavoce dell’ex sindaco Pietro Tidei sulla crisi politica cittadina: Ammettiamolo, c’è una forma d’arte anche nel fallimento.

Bisogna avere un talento speciale per mettere in piedi un “golpe” balneare e ritrovarsi, due mesi dopo, a contare i cocci di una porcellana che non è mai stata nemmeno di buona fattura.

La crisi di Santa Marinella è questa roba qui: un’operazione che ha fatto più male agli attentatori che al bersaglio. Guardateli, i nove firmatari. Gente che con la politica ha lo stesso rapporto che ha un terrapiattista con l’astrofisica. Partiti per abbattere il “tiranno”, sono finiti a fare la figura dei dilettanti allo sbaraglio in un vicolo cieco.

Lo testimonia la presenza scenica – quasi cinematografica, se non fosse tragica – di un noto imprenditore di Santa Severa al tavolo del notaio mentre mettevano le firme.

Uno che nel 2023 provava già a far cadere il sindaco e che oggi si ritrova a gestire macerie sotto il peso di un processo per corruzione. Un pedigree che è tutto un programma.

Il dramma vero, però, è l’assenza. Manca tutto: un’idea, un progetto, un’alternativa che non sia il rancore personale elevato a categoria dello spirito.

Siamo al ridicolo spinto. Oggi assistiamo a una sorta di remake locale di Eva contro Eva, una faida tutta al femminile dove le consigliere “B&B” minacciano liste civiche come fossero dispetti condominiali. Il motivo? Non sopportano Maria Rosaria Rossi. La Senatrice, cresciuta all’ombra di Berlusconi è volto indiscutibilmente nuovo e al di sopra delle beghe di cortile locali, viene vista come il fumo negli occhi da chi preferisce il piccolo cabotaggio al respiro politico ovvero le consigliere B&B nella insolita veste delle suffragette in vena di dettare la morale.

In questo teatrino si lascia infilare l’ex assessore Gasparri, che tenta un’operazione di maquillage politico per risorgere da una pensione che, francamente, pareva meritata. Si presta a fare il traghettatore di un passato non proprio scintillante, ignorando forse che il centrosinistra ha conservato con cura certi scheletri nell’armadio, pronti a ballare al momento opportuno.
E la “Coalizione Futuro”? Liquefatta. Sparita come un gelato dimenticato sotto il sole di luglio. Quei voti che dovevano cambiare il mondo sono stati liberati con un cortese “si salvi chi può”, lasciando gli iscritti a cercarsi una casa qualunque.

Il risultato di questo capolavoro eversivo? La destra è nel caos più totale.

Mentre il centrodestra si avvita in una “cagnara” da cortile, l’amministrazione uscente dimostra di aver fatto non solo manutenzione dell’esistente, ma semina per il futuro. Abbiamo governato, certo, ma abbiamo fatto di meglio: abbiamo coltivato programmi e, soprattutto, personalità in grado di guidare la città.

Lo dimostra la candidatura ufficiale di Emanuele Minghella: un profilo che nasce dalla competenza, dalla continuità di chi sa dove mettere le mani perché le ha sporcate di lavoro per anni. Ma lo dimostra, paradossalmente, anche la scelta di Alessio Manuelli.

Che lui oggi chieda la “patente di discontinuità” dopo due anni da delegato nella mia amministrazione è il più grande complimento che potesse farci: è la prova provata che la nostra è stata una scuola di amministratori così solida da permettere persino a chi vuole smarcarsi di sentirsi pronto per la fascia tricolore. Noi abbiamo creato sindaci, gli altri hanno creato solo confusione.

La caduta della Giunta non era politica, era un disegno estraneo alle regole del gioco iniziato due anni fa. Nessun candidato alternativo, nessun progetto. Lo dimostrano questi due mesi di rissa continua. Visti da vicino, sembra un po’ come se il primo ufficiale del Titanic chiedesse il premio per la sicurezza navale subito dopo l’iceberg. Ma oggi, tra le macerie create senza un reale senso politico, gli unici a tossire sono proprio loro.