22 Luglio 2026

Civitavecchia – Il comitato “No al biodigestore” sul consiglio aperto: “È emersa con chiarezza la contrarietà unanime della comunità”

CIVITAVECCHIA - "Il consiglio comunale aperto svoltosi ieri nell’Aula Pucci, nel palazzo comunale di Civitavecchia, rappresenta un esempio significativo di democrazia partecipativa, in cui la cittadinanza, che lo ha richiesto e fortemente voluto, non si è limitata ad assistere, ma è diventata protagonista attiva del dibattito pubblico. La forte affluenza e la qualità degli interventi,…
21 Marzo 2026

CIVITAVECCHIA – “Il consiglio comunale aperto svoltosi ieri nell’Aula Pucci, nel palazzo comunale di Civitavecchia, rappresenta un esempio significativo di democrazia partecipativa, in cui la cittadinanza, che lo ha richiesto e fortemente voluto, non si è limitata ad assistere, ma è diventata protagonista attiva del dibattito pubblico. La forte affluenza e la qualità degli interventi, tra testimonianze dirette, analisi tecniche e prese di posizione politiche, hanno contribuito a consolidare un clima di coesione sociale e consapevolezza collettiva”. Lo fanno sapere dal comitato “No al biodigestore”.

“Al centro della discussione – prosegue la nota – è emersa con chiarezza la contrarietà unanime della comunità cittadina alla realizzazione del biodigestore da 120.000 t/a di forsu proposto da Ambyenta Lazio, posizione dettata non da un rifiuto aprioristico dell’impianto, ma da una analisi approfondita e da una valutazione complessiva delle criticità già presenti sul territorio.

I cittadini hanno infatti sottolineato come l’area sia da anni sottoposta a una pressione ambientale rilevante con l’inquinamento legato al porto, l’elevato traffico navale, la presenza di impianti industriali come le centrali termoelettriche, di cui una a carbone, il centro chimico, i numerosi depositi costieri di olio combustibili, nonché ulteriori prospettive di ampliamento della discarica e nuove servitù. In questo quadro, l’introduzione di un ulteriore impianto impattante viene ovviamente percepita come un aggravio potenzialmente dannoso ed inaccettabile per la salute pubblica e per l’equilibrio ambientale.

Un elemento centrale emerso dall’assemblea è il valore politico dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dai cittadini nella precedente assemblea che non rappresenta soltanto un atto formale, ma la sintesi di una volontà popolare chiara e condivisa.

Proprio per questo, il Comitato chiede coerenza alle istituzioni che nel prossimo consiglio comunale sono chiamate a tradurre questa indicazione in un atto ufficiale altrettanto unanime, evitando fratture tra rappresentanza politica e partecipazione civica. Portare l’ordine del giorno contro il biodigestore in sede istituzionale e ottenerne l’approvazione unanime significherebbe rafforzare il peso politico della posizione espressa dalla cittadinanza.

Bene sapere che il comune di Civitavecchia si stia muovendo sotto più fronti, dalla richiesta alla Regione Lazio del ritiro della determina autorizzativa dell’impianto di biodigestione fino alla richiesta di riapertura della valutazione di impatto sanitario/ambientale.

Allo stesso tempo sarà fondamentale verificare la capacità di interlocuzione con livelli amministrativi superiori, come la Regione e la Città metropolitana, dalle quali si attendono segnali concreti e non solo dichiarazioni di principio.

La determinazione del Comitato a proseguire la mobilitazione, anche fino alle più dure conseguenze, evidenzia la percezione diffusa di aver già sopportato un carico eccessivo di impatti ambientali. In questo senso, la vicenda del biodigestore si inserisce in una questione più ampia di giustizia territoriale, in cui i cittadini rivendicano il diritto a uno sviluppo equilibrato e sostenibile, e alla quale non hanno più intenzione alcuna di rinunciare”.

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