Il confronto nel Lazio: Viterbo controcorrente
Nel Lazio, il peso elettorale di Roma è stato determinante per la vittoria regionale del No. Tuttavia, scorrendo i dati delle province, emerge un quadro variegato:
| Provincia | Affluenza (Dato finale) | Risultato Prevalente | Note |
| Viterbo | 59,1% | Sì (51,4%) | La roccaforte. Unica provincia laziale a maggioranza Sì. |
| Latina | 56,8% | No (50,8%) | Testa a testa serrato, con il centrodestra forte ma non dominante. |
| Rieti | 55,2% | No (52,1%) | Tenuta del No, nonostante la tradizione conservatrice del territorio. |
| Frosinone | 54,5% | No (53,4%) | Netto distacco del No, in linea con il trend del Sud Lazio. |
| Roma | 61,2% | No (58,7%) | Il motore del rifiuto alla riforma, trascinato dai quartieri centrali. |
Perché Viterbo è un’eccezione?
Viterbo non è solo una roccaforte del centrodestra; è un territorio dove il legame tra la politica locale e l’elettorato è rimasto impermeabile al dibattito mediatico nazionale. Mentre a Roma la riforma veniva percepita come un attacco all’indipendenza della magistratura, nella Tuscia il voto ha assunto una connotazione puramente identitaria. Il messaggio del Governo è passato attraverso i sindaci e i rappresentanti locali, portando il “Sì” sopra la soglia psicologica del 50%.
“Viterbo si conferma un’isola blu in un mare che ha cambiato colore,” commentano gli analisti. “La capacità di mobilitazione qui non ha eguali nel resto del Centro Italia.”
Il quadro nazionale: il Nord tiene, il Sud respinge
Uscendo dai confini regionali, Viterbo trova “alleati” solo nel profondo Nord. Il “Sì” ha infatti vinto stabilmente solo in:
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Lombardia (trascinata dalle province di Bergamo e Brescia).
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Veneto (con punte record nel veronese e nel vicentino).
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Friuli Venezia Giulia.
Al contrario, nelle province del Sud come Napoli (No al 76%) o Bari, il rifiuto della riforma è stato plebiscitario, segnando una distanza siderale tra l’agenda del Governo e il sentire popolare delle regioni meridionali.
Cosa ci dicono questi dati?
Il confronto dimostra che la riforma della giustizia non è stata bocciata uniformemente. Esiste un’Italia “provinciale” — di cui Viterbo è la capofila laziale — che ha dato fiducia al Governo. Tuttavia, l’isolamento di queste roccaforti rispetto ai grandi centri urbani e al resto del Paese rende la sconfitta politica del progetto Nordio ancora più complessa da gestire.



