VITERBO – “Ha vinto lo spirito del Contro” .
Non ha dubbi Luigi Di Gregorio, politologo e docente di comunicazione politica all’Unitus, all’indomani del risultato referendario.
Il dato che più colpisce secondo il prof è la grande partecipazione. “E’ stato un voto trasversale. hanno contribuito al No partiti di cui non ci si aspettava. Complice la paura”.
Paura del cambiamento.
“Una riforma è sempre una novità e quindi un’incognita, l’elettorato ha preferito la “comfort zone” alla paura del cambiamento”.
Un referendum contro chi governa.
“Il centrosinistra ha dimostrato di saper vincere senza una proposta unificante – spiega – ma semplicemente aggregando un voto contrario al leader di maggioranza.”
E questo rende chiaro anche un altro aspetto, sempre secondo l’analisi del prof. il fatto che esista uno spazio elettorale “ampio e mobilitabile” contro il Governo.
Una massa critica di protesta ma non di proposta.
Una massa che è stata mobilitata attraverso due variabili: “Rabbia e paura sono state in grado di creare un nemico comune e di raccogliere e coagulare un No trasversale”.
La lezione del referendum può essere da monito però in vista delle politiche: “Bisognerà innanzitutto decidere non solo di fare, ma cosa fare e, soprattutto, come raccontarlo.
La comunicazione dovrà diventare parte integrante del potere decisionale ed il centrodestra dovrà evitare di fornire bersagli troppo facili e con capacità aggregante”.

