Civitavecchia – Angeloni: Il “Metodo Piendibene. Prima la poltrona, poi le motoseghe”

Sgomento dell’ex CdA Angeloni: «Fagioli firma la perizia killer per il Comune una settimana dopo viene nominato all’Osservatorio Ambientale»

CIVITAVECCHIA – «C’è un valzer di date che sembra scritto da un autore di thriller politici di terza serie». Inizia così la dichiarazione di Fabio Angeloni, ex componente del CdA dell’Osservatorio Ambientale di Civitavecchia, che punta il dito contro il groviglio di nomine e abbattimenti che ha sventrato Piazza Regina Margherita.

Al centro della tempesta il sindaco Marco Piendibene e il suo “tecnico di fiducia“, l’agronomo Roberto Fagioli.

La cronologia dei fatti, ricostruita da Angeloni, somiglia più a un piano di guerra che a un normale avvicendamento amministrativo:

● 16 Dicembre: Piendibene diventa Presidente dell’Osservatorio e annuncia: «Angeloni va sostituito al più presto». La fretta è cattiva consigliera, ma ottima esecutrice.

● 23 Dicembre: Angeloni si dimette. La sedia è calda, pronta per il successore.

● 18 Febbraio: Scatta lo scatto da centometrista. Roberto Fagioli entra nel CdA dell’Osservatorio. Una nomina “espressa”, caldeggiata, blindata.

● 25 Febbraio: Passano solo sette giorni. Fagioli, svestiti i panni dell’amministratore e indossa, guarda caso proprio lui, quelli di consulente del Comune e firma (con il collega Benedetti) la “Perizia Killer”. Risultato: 16 lecci condannati a morte.

● 3 Marzo: Quella perizia diventa il grimaldello per piegare le ultime resistenze della Soprintendenza.

«Il sindaco ha avuto fretta di cambiare i suonatori perché la musica doveva essere quella delle motoseghe,– attacca Angeloni – se questo è il “cambio di passo” operato all’Osservatorio da Piendibene, i cittadini di Civitavecchia farebbero bene a preoccuparsi: a questa velocità, l’unica cosa che resterà da “osservare” all’Osservatorio Ambientale saranno i ceppi tagliati e il deserto di asfalto. Benvenuti nella nuova stagione politica: dove il controllore e il controllato siedono sulla stessa poltrona, mentre le motoseghe fanno il resto».