La scritta si trova su una parete condominiale in via Vico Squarano, in una posizione ben visibile per chi arriva da via San Paolo
VITERBO – Una frase tracciata con vernice spray nera è comparsa nelle ultime ore su un muro del quartiere Carmine, a Viterbo. Il messaggio, accompagnato dal simbolo della “A” cerchiata, recita: “Sara e Sandro vivono nelle nostre lotte” ed è dedicato a Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici morti a Roma in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale.
La scritta si trova su una parete condominiale in via Vico Squarano, in una posizione ben visibile per chi arriva da via San Paolo. Sull’episodio sono in corso accertamenti da parte della Digos, che sta valutando anche eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza per risalire agli autori.
Il riferimento è alla vicenda avvenuta nella Capitale, dove i due hanno perso la vita nel crollo di un casale nella zona del parco degli Acquedotti, distrutto da una violenta deflagrazione. Gli inquirenti non escludono che l’esplosione sia avvenuta mentre stavano maneggiando o assemblando un ordigno. Alcuni elementi, come le gravi ustioni riportate da Mercogliano, rafforzerebbero questa ipotesi.
La procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, mentre proseguono le verifiche per chiarire la natura dell’esplosivo e la sua eventuale destinazione, che potrebbe essere legata a un’azione dimostrativa o a un progetto più grave. Non viene esclusa neppure la presenza di altre persone coinvolte.
Entrambi i nomi erano già noti agli ambienti investigativi e ritenuti vicini all’area anarcoinsurrezionalista. In particolare, Mercogliano era stato coinvolto in passato nell’inchiesta “Scripta manent”, legata alla galassia della Federazione anarchica informale, mentre Ardizzone era conosciuta per posizioni fortemente radicali espresse pubblicamente.
La vicenda riporta l’attenzione anche sui legami tra questi ambienti e la Tuscia. A Soriano nel Cimino, infatti, si registrano da anni presenze riconducibili allo stesso circuito, già emerso in indagini e operazioni del passato, tra cui episodi avvenuti tra il 2003 e il 2004 nel Viterbese.

