Fingendo una consegna commissionata dal nipote, hanno indotto una donna di 91 anni a consegnare circa 80 grammi di oro
VITERBO – L’incessante attività della Procura della Repubblica di Viterbo nel contrasto ai reati contro le fasce deboli segna un nuovo, importante traguardo. Su delega dei magistrati viterbesi, i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari (con l’applicazione del braccialetto elettronico) nei confronti di tre giovani — di 20, 23 e 25 anni — originari di Sant’Antimo (NA), accusati di truffa aggravata e indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
Il coordinamento investigativo della Procura
L’operazione è il frutto di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura di Viterbo, che ha saputo connettere un controllo di routine avvenuto ai Castelli Romani con un grave episodio di cronaca consumatosi nel capoluogo della Tuscia. Grazie alla direzione dei magistrati, gli inquirenti hanno potuto incrociare dati complessi:
- Analisi tecnica: Copie forensi dei cellulari e tracciamento del traffico telefonico e telematico.
- Prove video: Acquisizione e studio delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.
- Riconoscimenti: Procedure di individuazione fotografica che hanno blindato il quadro indiziario.
Il colpo alla 91enne viterbese
Al centro dell’inchiesta della Procura c’è l’odioso episodio avvenuto a Viterbo il 28 agosto 2025. I tre indagati, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero messo in atto la “truffa del pacco”: fingendo una consegna commissionata dal nipote, hanno indotto una donna di 91 anni a consegnare circa 80 grammi di oro (valore di circa 10.000 euro) e due carte di debito. Con queste ultime sono stati poi effettuati prelievi illeciti per ulteriori 3.100 euro.
La strategia della Procura: Protezione e Denuncia
Questa operazione non è un caso isolato, ma si inserisce in una precisa strategia della Procura di Viterbo volta a intensificare i controlli e le progettualità investigative sui reati che colpiscono gli anziani. Fondamentale, in questo caso, è stata la reazione della vittima: la sua forza nel denunciare ha permesso all’Autorità Giudiziaria di attivare i propri strumenti e assicurare i presunti responsabili alla giustizia.
Nota: In ossequio al principio di presunzione di innocenza, i soggetti arrestati sono da ritenersi non colpevoli fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.



